Lukaku si racconta: “Io e Conte siamo simili, non amiamo perdere. Finale di EL? Tremenda, la medaglia…”

Il centravanti nerazzurro ha parlato dal ritiro della nazionale

di Raffaele Digirolamo, @RaffaDigi97

Intervistato dal canale belga Vtn, Romelu Lukaku si è confessato su diversi temi. L’attaccante dell’Inter è partito dal legame con il club in cui è cresciuto, l’Anderlecht: “Se tornerò come ha fatto Kompany? Sicuramente, l’attrazione dei ragazzi per questa squadra è troppo grande, lo si può chiedere anche a gente come Leander Dendoncker e Youri Tielemans, rimangono coinvolti nella storia di questa società”.

Lukaku continua: “Il calcio italiano è adatto al mio stile, sarei venuto prima se l’avessi saputo. Conte gioca con due attaccanti, quando sono dal lato delle panchine mi dice tante cose. Siamo simili perché anche io odio perdere”.

L’attaccante torna sulla medaglia rifiutata dopo la sconfitta in finale di Europa League contro il Siviglia: “In alcuni momenti, nelle sconfitte, ho sempre avuto momenti in cui ho detto no. È stato tremendo per me, perché ho dato tanto per raggiungere l’obiettivo, poi non l’ho ottenuto. Mi son serviti quattro o cinque giorni per superarlo”. 

Lukaku parla dei suoi mentori: “Sento molto spesso Thierry Henry, mi ha dato la spinta per paragonarmi ai migliori in Europa”.

Sulla sua relazione con gli Stati Uniti: “Mi piace la cultura afroamericana e l’atmosfera Hip hop o R&B, l’atmosfera di Brooklyn e del Bronx”.

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