Mancini: “L’Inter arriva pronta, per la Juve è decisiva. Eriksen? Può fare tutto. Su Sensi e Barella…”

Il ct della Nazionale azzurra elogia Lukaku: “Riempie il gioco nerazzurro, quando non c’è l’Inter è un’altra cosa”

di Raffaele Caruso

Roberto Mancini, ex allenatore nerazzurro e attuale commissario tecnico della Nazionale azzurra, si è concesso ai microfoni de La Gazzetta dello Sport per presentare il big match in programma domenica tra Inter e Juventus.

Roberto Mancini, Getty Images

Ecco le sue parole: “L’Inter è cresciuta negli anni, ha giocatori forti ed è pronta per vincere. La Juve ha ancora la rosa più competitiva e l’esperienza di 9 scudetti. Per chi conta di più? Per la Juve è quasi decisiva. Non può perdere altri punti, con 3 squadre davanti. Anche se ha una partita in meno. LInter è forte e ha tanti giocatori di qualità“.

Su Eriksen: “Può fare tutto, con la qualità che ha. Ma Conte lo conosce meglio di me e conosce meglio l’Inter. Senza dimenticare che il calcio italiano è diverso”.

La lotta scudetto: “Inter e Juve sono le più attrezzate, restano le favorite, ma non significa che vinca di sicuro una delle due. Il Milan, per esempio, può anche arrivare in fondo. Ormai bisogna prenderne atto. Non mi aspettavo che facesse così bene. Non si vince così tanto per caso”.

Lukaku o Cristiano Ronaldo: “Li prendo tutti e due… Cristiano segna sempre da una vita. A questo punto della carriera, potrebbe anche rallentare, invece dà sempre il massimo, in allenamento e in partita. È uno splendido esempio di professionalità per i ragazzi. Lukaku è un altro grande esempio, per la generosità. Lukaku riempie il gioco dell’Inter. Quando non c’è, l’Inter è un’altra cosa“.

Su Barella e Sensi: “Barella è da inizio stagione che corre, povero. Sensi? Speravo avesse pagato il conto con la sfortuna nel 2020, invece… Gli auguro un 2021 più generoso. Per noi è prezioso, perché può fare più ruoli”.

Su Dimarco: “Lo conosco bene. L’ho fatto esordire io nell’Inter. Ha piede, forza, personalità. E’ giovane, dopo l’Europeo potrà proporsi. Come altri ragazzi di talento he stiamo seguendo: Lovato, Rovella, Pobega… Zaccagni è stato sfortunato. L’ho chiamato, ma si è fatto male”.

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