Ai microfoni di Sky Sport poco prima della sfida contro il Feyenoord, il presidente dell’Inter Marotta ha toccato diversi temi: dalla Champions League ai rinnovi, fino alle voci su Icardi.
Sul momento della squadra e sull’obiettivo europeo, Marotta è stato diretto: «Credo che vincere la Champions League sia un traguardo da raggiungere per tutti. Questo gruppo ha ottenuto grandi risultati in competizioni importanti — scudetto, Coppa Italia, Supercoppa, finali di Coppa — ma in questa competizione un mezzo errore diventa fatale. Facciamo tesoro degli errori dell’anno scorso e cerchiamo di scalare la vetta tra mille insidie». Poi ha aggiunto: «Questo è un gruppo sano, non ci sono mele marce. Nelle ultime quattro partite di Serie A abbiamo perso tre volte, tutte e tre con il Milan, e questo deve farci riflettere».
Sul tema dei rinnovi, il presidente ha escluso ogni forma di tensione: «Viviamo la stessa atmosfera di altri club che partecipano a più competizioni, non c’è ansia sui rinnovi». Riguardo a Calhanoglu, ha confermato un buon clima: «Abbiamo un ottimo rapporto con lui». Su Dimarco, ha chiarito la situazione contrattuale: «È stata esercitata la clausola fino al 2028, una cosa concordata. Federico è un interista doc e nel sangue. Siamo d’accordo che nel corso dell’anno avremo modo di ripensare al contratto, perché lui ha lo stesso nostro desiderio e il senso di appartenenza va valorizzato».
Sulle voci relative a un possibile ritorno di Icardi, Marotta ha chiuso in modo netto: «Una considerazione piacevole di un ex giocatore, ma non rientra nei piani». Nessuna operazione in arrivo nemmeno per una quinta punta: «È pura fatalità che ce ne siano mancati due mentre era assente un altro giocatore. Non abbiamo un problema di gol: siamo prolifici in Italia, secondi dopo la Roma». In Europa il rendimento offensivo è inferiore, ma il presidente lo ha ricondotto al livello complessivo dei competitor. Chivu, ha concluso Marotta, «sa valorizzare e creare un atteggiamento tattico propenso a fare gol».