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Moratti: “Inter-Juve del ’98? Anche col VAR l’avrebbero fatta finire così…”

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"Un ritorno in società non è praticabile"

Pietro Magnani

Massimo Moratti, ex presidente dell'Inter, ha parlato a Corriere dello Sport a pochi giorni dalla sfida più sentita di tutta la Serie A, il Derby d'Italia tra Inter e Juventus. Moratti, ha parlato con Ivan Zazzaroni della sua esperienza in nerazzurro tra passato e presente, tornando anche sul tristemente noto episodio tra Iuliano e Ronaldo del'98.

Moratti ha dichiarato: "Prima ancora di comprare l'Inter fantasticavo su chi avrei preso, chi avrei venduto. Venduto ho venduto poco, ma comprato parecchio. Ronaldo e Ibrahimovic comunque furono grandi operazioni, dei veri e propri investimenti. Il Ronaldo del 1998 non è descrivibile con accenti umani, era baciato da Dio. Il gesto dell'ombrello di quando era al Milan fu travisato. Anche perché fu "montato": non era rivolto a lui, ma a Pirlo. Eravamo già sul 2 a 1 e calciò fuori una punizione pericolosa". 

"Ho amato tanto l'Inter ed il calcio perché scacciava gli altri pensieri. Con il calcio i sogni vengono più facili. Puoi comprare un calciatore e immaginare che dopo due secondi possa segnare il goal dell'anno: col calcio ti aspetti sempre nuove meraviglie". 

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"L'Inter che ho più nel cuore? Sicuramente quella del Triplete, offenderei gli uomini che hanno vinto tutto se dicessi il contrario. Però quella di Recoba, Ronaldo, Djorkaeff e Zamorano mi è rimasta particolarmente nel cuore. La partita più sentita? Ovviamente Inter-Juve, non ci dormivo la notta nei giorni precedenti al match. Quella indimenticabile è sicuramente il 2 a 0 a San Siro nell'anno del Triplete con goal iconico di Maicon".

Moratti ha poi aggiunto: "Inter-Juve del '98 guastò il rapporto e Calciopoli "esasperò il concetto di simpatia" Ora però vivo con più tranquillamente il Derby d'Italia,  sono un tifoso meno sofferente: gestisco meglio la tensione. Col VAR come sarebbe andato quell'Inter-Juve? Esattamente allo stesso modo: al VAR ci sarebbe stata gente che la pensava allo stesso modo..."

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"Mourinho? Lo sento ancora, certamente. Sono felice sia tornato in Italia. Lo presi perché mi ricordava tanto il Mago Herrera: diverso, abilissimo comunicatore, bravo a provocare, acuto e intelligente. Oltre naturalmente ad essere un vincente. Anche con Mancini siamo rimasti sempre molto legati, lui è un ragazzo molto emozionale. È sia il suo pregio che il suo difetto. A Roberto ti affezioni per come vive il calcio, ma a volte troppa emozionalità porta a commettere errori, quando prevale sul resto. Ad esempio come quando disse che a fine stagione se ne sarebbe andato. 

Sul progetto InterSpac: "Ho apprezzato il loro coraggio. Credo però che in Italia un'iniziativa simile non sia praticabile, specie per i numeri drammatici nei bilanci delle società. In Germania si arriva a quote del 15-20%, ma con quote accessibili a tutti e rischi limitati per chi investe. Mi fanno molta tenerezza i tifosi "comuni" disposti a mettere i 1000 euro per la propria squadra. La SuperLega? Presentata troppo male, non si può fare una cosa del genere senza ascoltare gli appassionati e uscendo dal sistema. Suning? I problemi a monte arrivano fino a valle. Ma sento che le cose stanno migliorando, voglio essere ottimista. Hanno provato più volte, anche di recente, a farmi tornare in società, ma è una strada che non è più percorribile ormai".

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