Nel giorno dell’ultimo saluto a Sandro Mazzola, Carlo Muraro ha condiviso i suoi ricordi ai microfoni di Sky Sport. L’ex calciatore ha raccontato il privilegio di aver vissuto accanto ai campioni della Grande Inter, descrivendo quegli anni come una palestra formativa unica.
“Guardavi loro e imparavi”, ha spiegato Muraro, che è stato l’ultimo compagno di camera di Mazzola. “L’ho aiutato a scrivere l’ultima fetta di torta perché gliela dettavo. Era leggero e scherzoso, iniziava sempre un discorso con una battuta”, ha ricordato con affetto.
L’impatto iniziale con quei campioni fu forte: “Avevo tanta soggezione, ero piccolino in mezzo a quei campioni che guardavo in televisione. Con lui forse di più perché parlava poco ma faceva grandi cose, come tutti in quella squadra”.
Tra i ricordi più cari, Muraro ha raccontato un episodio particolare: “Dopo l’anno col Varese in Serie B, in un allenamento segnai di punta e lui si congratulò perché presi di punta il portiere. Lo ricorderò sempre”.
Interrogato sulla differenza tra Mazzola calciatore e dirigente, Muraro ha notato un’evoluzione: “Da calciatore era molto attaccato ai giocatori e faceva le loro veci per difenderli; da dirigente era passato più dall’altra parte”.