OCCHI SULL’AVVERSARIO – I due volti, il nuovo che avanza e la duttilità al potere: l’Atalanta in cinque punti

Focus sul prossimo avversario dell’Inter: tocca all’Atalanta di Gasperini, ultimo ostacolo prima della sosta Nazionali

di Giuseppe Coppola

Un pareggio in campionato che rallenta il ritmo interista ed una sconfitta in Champions League che rischia di compromettere il futuro del girone. Momento delicato per l’Inter, chiamata all’ultimo impegno in Serie A prima della sosta. L’undici di Conte andrà in scena al Gewiss Stadium di Bergamo contro l’Atalanta di Gasperini, reduce dalla batosta europea regalata dal Liverpool che ha evidenziato numerosi particolari della Dea ancora da limare a fondo per ritrovare serenità ed equilibrio. Un match quello di oggi aperto a qualsiasi scenario ma fondamentale per evidenziare segnali decisivi in una Serie A sempre più incerta.

Tra gli alti e bassi della nuova stagione, le novità del mercato e la nuova dimensione da Champions della Dea, scopriamo insieme l’Atalanta di Gasperini riassunta nei nostri cinque punti.

I DUE VOLTI DELLA STAGIONE

12 punti in Serie A, uno in più dell’Inter, conquistati in sei partite. 17 gol fatti, da secondo miglior attacco del campionato alle spalle del Sassuolo di De Zerbi, primo con 18. Ma anche 13 gol subiti, il peggior dato della prima metà di classifica. Se dovessimo osservare da vicino l’avvio di stagione dell’Atalanta, potremmo dividerlo in due diverse fasi.

La prima, che racconta gli esordi dei nerazzurri in A prima della sosta, contraddistinta da tre successi netti contro Torino, Lazio e Cagliari. 13 gol a referto in 270′, vale a dire più di quattro reti a partita realizzate. Prima della sosta di ottobre, la Dea di Gasperini era una macchina perfetta, capace di raccogliere ancora consensi in ottica scudetto. Alla ripresa del campionato però qualcosa è cambiato: due sconfitte consecutive, disastrose in termini di prestazioni, contro Napoli e Sampdoria, con ben 7 gol incassati. In mezzo, il successo imponente in Champions League contro il Midtylland che ha inaugurato la nuova avventura europea dei nerazzurri.

Gli ultimi 270′ tra campionato e coppa, prima del testa a testa con l’Inter, raccontano l’equilibrio perfetto tra i risultati dell’Atalanta. Una vittoria in campionato, a Crotone nel segno di Muriel, una rimonta epica in casa contro l’Ajax – da 0-2 a 2-2 con Zapata superstar – ed un tonfo rumoroso al Gewiss contro il Liverpool. Una manita da parte dei Reds che servirà come scossa per tenere alta l’attenzione in vista dell’Inter, ultimo incrocio di Serie A prima della nuova pausa.

IL CASO ILICIC

La quiete, finalmente, dopo la tempesta che l’ha costretto al buio, tra ansie e paure in un mondo sempre più duro da affrontare. Josip Ilicic è tornato al centro della sua Atalanta contro il Napoli, illuminando di speranza il pomeriggio da incubo vissuto dalla Dea e cancellando le incertezze di un periodo difficile, complicato ma superato.

Della sua reazione e del suo stato d’animo ne ha parlato il Papu Gomez in una recente intervista, sottolineando gli ostacoli affrontati dallo sloveno. “Ha avuto il Covid-19 – sottolinea l’argentino – ed ha sofferto molto, è caduto in depressione. La testa arriva poi ad un momento in cui esplode. Ma ora sta bene, è molto importante per noi”. Una stella ritrovata ma che attende ancora il suo miglior momento per tornare a brillare di luce propria e a trascinare la Dea come nella passata stagione, da assoluto protagonista di un ingranaggio perfetto.

Servirà ancora del tempo per vederlo al massimo, come evidenziato anche dal suo allenatore, Gian Piero Gasperini. “Josip oggi è andato in difficoltà – aveva dichiarato l’allenatore dell’Atalanta nel postpartita di Crotone -, speravo che facendo un tempo potesse essere utile, ma gli manca la velocità che altre volte ha dimostrato”. Lo sloveno non è sceso in campo in Champions League contro il Liverpool: un indizio in più per vederlo dal 1′ al Gewiss nel testa a testa con l’Inter.

IL NUOVO CHE AVANZA

Sam Lammers e Aleksey Miranchuk. Ma anche Cristiano Piccini, Johan Mojica e Cristian Romero. Per una cessione importante – quella di Castagne, passato al Leicester – a tratti imponente per le logiche tattiche di Gasperini, l’Atalanta ha collezionato diverse entrate di spessore, ridisegnando il proprio reparto avanzato con classe e, soprattutto, qualità.

Costretto a fare i conti con il caso Ilicic, il mondo della Dea ha aperto le sue porte a Miranchuk, classe ’95 ex Lokomotiv Mosca, finito sul taccuino di numerosi osservatori europei prima di sposare il progetto nerazzurro. Insieme al russo l’altra intuizione firmata Atalanta: Sam Lammers, arrivato dal PSV Eindhoven a luci spente ma già protagonista con 2 gol in 118′ di spezzoni giocati in Serie A. In attacco sa far tutto, calcia con entrambi i piedi e lavora per entrare tra le certezze della Dea in attacco.

Il temperamento e le prospettive di crescita di Romero per la difesa di Toloi & co. In fascia, Mojica e Piccini non regalano ancora garanzie da numeri uno, ma Gasperini oggi può contare su una rosa ancor più lunga e cullare la possibilità di arrivare lontano, grazie anche alle mosse, giuste, del mercato nerazzurro.

DUTTILITÀ AL POTERE

3-4-1-2, con un trequartista libero d’inventare alle spalle dei due attaccanti. Ma anche il 3-4-2-1, con due mezzepunte a supporto del centravanti. “Sottopunte” naturali o adattate, come negli ultimi disegni tattici di Gasperini che ha promosso in quel ruolo anche Pasalic, capace di dividersi tra la mediana e la trequarti con costanza e senza soffrire. La Dea ha dimostrato di saper cambiare faccia in campionato e in Europa senza perdere di vista i suoi riferimenti e, nello specifico, potrebbe rispolverare delle novità anche nel testa a testa con l’Inter.

Dopo il pesante ko in Champions League contro il Liverpool, Gian Piero Gasperini non ha escluso la possibilità di vedere in campo una nuova Atalanta contro l’undici di Conte, rivoluzionata in chiave tattica. L’incrocio della Dea presenta diverse strade. La prima racconta di un possibile 3-5-2 puro, affidando una maggiore copertura a centrocampo con l’ingresso tra i protagonisti di Pessina, ex Verona pronto a supportare Zapata o Muriel in attacco. L’altra via è quella della difesa a quattro, con Romero e Djimsiti nel ruolo di centrali e le fasce affidate a Toloi e Mojica, vista l’assenza di Gosens.

Due tentazioni e l’ipotesi più vera, quella di confermare il trend proposto in questo avvio di campionato e che racconta nel dettaglio anche l’essenza dell’Atalanta. Gasperini però non chiude la porta alle novità: attenzione alle sorprese tattiche di una Dea sempre più imprevedibile.

UN NUOVO ESAME, TRE MESI DOPO

Tre mesi dopo, è ancora Atalanta-Inter. Lo scorso 1 agosto le nerazzurre si giocavano il secondo posto in campionato alle spalle della Juventus ed alla fine di una stagione a dir poco travagliata, tra soste, avventure europee interminabili ed energie da ritrovare in vista del rush finale. Tra agosto e novembre, tre mesi di certezze e novità tra la Dea e la Beneamata ed un nuovo esame, fondamentale per i primi segnali definitivi della nuova stagione.

Rispetto allo scorso agosto, allo Gewiss arriva un’Inter con un Vidal in più, con Hakimi in fascia ma senza Godin, oggi al Cagliari, ed i vari Biraghi e Moses, entrati a gara in corso ma non più nei piani della Beneamata. L’Atalanta ha salutato Castagne ed ha perso De Roon e Gosens per infortunio, ridisegnando la sua panchina con innesti di spessore. Ruoli chiave che perdono i propri attori principali e che, di fatto, annullano quanto visto sul campo tre mesi fa, in un match che lascia dietro di sé soltanto pochi riferimenti da poter evidenziare.

Gasperini e Conte si conoscono e si studiano, analizzando a fondo pregi e possibilità dei loro nerazzurri per un incontro che sa tanto di incrocio, col passato più recente e con le storie della Dea e della Beneamata vissute fin qui tra Serie A e Champions League. 90′ per confrontarsi ancora, tra risposte ed appunti, per tracciare l’ennesimo bilancio della propria stagione.

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