5 Febbraio 2021

Passarella: “Conte un grande allenatore, la sua chiave è Oriali. Lautaro intelligente, con Lukaku si trova bene”

L'ex difensore di Inter e Fiorentina stasera farà il tifo per entrambe le formazioni

Passarella Getty Images

Centrale col vizietto del gol, perché sia con la maglia dell’Inter che con quella della Fiorentina Diego Alberto Passarella di reti ne ha segnati parecchi. In occasione del match di questa sera che si disputerà al Franchi tra viola e nerazzurri, l’ex difensore argentino è stato intervistato sulle pagine de La Gazzetta dello Sport. Legatissimo sia a Milano che a Firenze, come lui stesso ha ammesso, l’ex calciatore questa sera farà probabilmente il tifo per entrambe le formazioni, visto che per diversi motivi è tutt’oggi molto legato alle due maglie. Ecco le sue parole:

Passarella, Fiorentina-Inter in un ricordo?
“Sono appena passato da Firenze a Milano. L’Inter vince 1-0 al Comunale e chi segna? Passarella di testa su cross di Fanna. Tornando verso il centrocampo non riuscivo a esprimere la mia gioia: sarebbe stata una mancanza di rispetto nei confronti di una città che mi aveva dato tantissimo. Ma il bello arrivò dopo la gara…”.

Che successe?
“Io, mia moglie e i miei figli torniamo nel nostro appartamento fiorentino: dovevamo recuperare delle cose da portare poi nella nuova casa di Alzate Brianza. Attorno alla mia macchina si era radunata una marea di tifosi viola che mi guardava male. Nessuno diceva niente e io cercavo di infilarmi in fretta in auto… Poi una signora anziana rompe il silenzio: ‘Daniel, proprio tu…'”.

Beh, adesso le vogliono bene sia a Milano che a Firenze.
“Sì, ho un rapporto splendido con entrambe le città. Quando ci torno, mi sento a casa, anche perché ho tanti amici. A Milano mi sento spesso con Lele Oriali, e sono felice che sia rimasto nel club. A Firenze, ovviamente, con Giancarlo Antognoni e con il d.s. Daniele Pradè, a cui ogni tanto consiglio dei giocatori”.

Lautaro Martínez, Getty Images

Sarà Lautaro il prossimo crac argentino?
“L’intelligenza è la sua principale dote. Finora ha fatto un’ottima carriera, ma può crescere moltissimo: la nazionale se lo godrà a lungo. E poi so che si trova bene con Lukaku, attaccante pericolosissimo fisicamente: è fatto per giocare in squadre d’attacco, che schiacciano i rivali”.

Sorpreso di vedere uno storico juventino sulla panchina della sua Inter?
“Antonio Conte lo conoscono tutti, è un grande allenatore e ha una chiave per entrare in sintonia con il suo club, al di là del passato: Lele Oriali, uno che ha l’Inter nel sangue”.

E’ vero che poteva allenarla anche lei l’Inter?
“Moltissimi anni fa, nel 2000. Ero tecnico dell’Uruguay e Facchetti venne fino a qua, ma non potevo lasciare subito… Abbiamo sbagliato il timing, peccato: a chi non sarebbe piaciuto allenare l’Inter?”.

L’Inter cinese ha problemi finanziari. E’ stupito?
“Non conosco la situazione, non posso giudicarla o paragonarla con i miei tempi. Ora il presidente è lontano, mentre io a Milano andavo a mangiare a casa di Pellegrini”. 

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