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Prima sedotto e poi abbandonato: Rafinha torna da avversario nel momento in cui l’Inter avrebbe bisogno di lui

Con la sfida contro l'Inter alle porte torna a parlare Rafinha, protagonista in nerazzurro la scorsa stagione, dichiarando il suo rammarico per il mancato riscatto. Il suo estro, in questa fase di stagione, sarebbe tornato utile alla squadra di...

Raffaele Digirolamo

"Uno come lui, probabilmente, Luciano Spalletti l'avrebbe voluto volentieri in rosa per la sfida contro il Barcellona; data l'emergenza sulla trequarti e l'infortunio di Radja Nainggolan, la sua fantasia avrebbe fatto senz'altro comodo. Ed invece Rafinha, il cui contributo è stato fondamentale nella scorsa stagione per centrare la qualificazione nella tanto agongata ChampionsLeague, la sfida contro l'Inter la vedrà con ogni probabilità dalla panchina avversaria, quella dei blaugrana.

"Il nerazzurro (maglia con cui è tornato ad essere protagonista dopo un brutto infortunio) è rimasto nel cuore del brasiliano, che nelle scorse ore è tornato sulla sua esperienza meneghina in un'intervista rilasciata al Mundo Deportivo, nella quale ha messo a nudo la sua sorpresa per il mancato riscatto da parte di Ausilio e soci. L'avrebbe voluta giocare con l'Inter e non da avversario, quella Champions che ha contribuito a conquistare con la sua fantasia e le sue giocate.

"La scorsa stagione Rafinha è entrato nel giro dei titolari nel momento più nero per la squadra di Luciano Spalletti, in cui la manovra di Icardi e compagni appariva macchinosa e dalle parti di Appiano Gentile il sapore della vittoria mancava da diverso tempo. La svolta che ha dato il via alla lunga rincorsa europea è passata anche dai piedi del figlio di Mazinho, che con il suo estro è riuscito a dare un'alternativa ad un gioco, quello che voleva Candreva e Perisic lavorare per servire al meglio Icardi, divenuto troppo prevedibile ed al quale gli avversari avevano ormai trovato le contromisure.

"La presenza, nella trequarti nerazzurra, di un giocatore con la capacità di saltare l'uomo e mettere il 9 argentino davanti alla porta era qualcosa che lo scorso anno (almeno fino all'ingresso dell'attuale giocatore del Barcellona) mancava, e che probabilmente sarebbe tornata utile anche in questa stagione. È vero, i risultati danno ragione alla scelta, condivisa da società ed allenatore, di lasciare in Catalogna il brasiliano e di puntare tutto su un giocatore con caratteristiche diverse, ossia Nainggolan, ma la presenza di un calciatore del suo tasso tecnico probabilmente non avrebbe fatto male ad una squadra che, nonostante le sette vittorie consecutive, fa una fatica enorme a sbloccare e soprattutto chiudere le sfide, quasi sempre decise nei minuti finali. Se c'è qualcosa che ancora manca alla squadra di Luciano Spalletti, che quest'estate non si è lasciato sedurre dal #riprendirafinha, hashtag divenuto virale nel periodo in cui il brasiliano è stato fra i protagonisti del precampionato della squadra di Ernesto Valverde, è proprio la fantasia nell'area avversaria, in grado di garantire alternative alle palle servite in area dagli esterni ed alle conclusioni dalla distanza. Esattamente quello che Keità, colui a cui spetterebbe questo compito, non è stato in grado di fare.

"Vista l'assenza di Radja Nainggolan e l'emergenza in trequarti, è probabile che il tecnico di Certaldo preferirebbe girarsi e trovare Rafinha seduto sulla sua panchina e non su quella avversaria. Ma le scelte della società di Corso Vittorio Emanuele hanno fatto sì che la storia seguisse un percorso diverso, ed il brasiliano la sfida del Camp Nou la vivrà da avversario. Partirà dalla panchina, ma la situazione d'emergenza in casa blaugrana lascia supporre che, a partita in corso, Valverde possa decidere di buttarlo nella mischia. Con la speranza, per l'Inter, che almeno per questa volta non sia fra i protagonisti.

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