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Sensi: “Voglio vincere con l’Inter, questa è casa mia! Sono al 100%, Conte è più scherzoso di quanto sembra”

Il centrocampista nerazzurro si racconta ai microfoni de La Repubblica e parla anche dell'emergenza sanitaria del coronavirus

Raffaele Caruso

"Stefano Sensi è stato protagonista di una stagione a due facce: nei primi mesi è stato il migliore per distacco in casa Inter, nella seconda parte del campionato invece è sparito dai radar nerazzurri a casa di numerosi problemi muscolari. L'ex centrocampista del Sassuolo ha rilasciato un'intervista ai microfoni de La Repubblica.

"Ecco le sue parole: "Il calcio è la mia vita, ma ora fatico a pensarci. Riprendere a giocare non è la priorità. Siamo cittadini come altri, pensiamo a chi sta male a chi muore. Ai medici e agli infermieri in prima linea“.

"Gli allenamenti a casa: "Il programma è simile a quello che facciamo alla Pinetina. Teniamo alto il battito cardiaco. La differenza è la palla, che non tocco mai. Qualche compagno prova a palleggiare in casa. A me non va, non ha senso“.

"Il rapporto con Conte: "Ottimo. È più scherzoso di come si possa pensare. E molto diretto, cosa che apprezzo. Con alcuni di noi, me compreso, ha atteggiamenti paterni“.

"Recupero totale:"Oggi sono pronto. Anzi, lo sarei. In questo momento penso che il ragionamento valga per tutti".

"L'isolamento a casa: “Sto imparando a cucinare. Giulia, la mia ragazza, è diplomata all’alberghiero. Mi sta insegnando: carne, pesce, i pancake per la prima colazione. La prima cosa che farò? Tornerò dalla mia famiglia a Urbania, in provincia di Pesaro e Urbino, dove sono nato. Quella zona delle Marche è molto colpita dal virus, anche se se ne parla poco. Sento i miei tutti i giorni, sono preoccupati. Solidarietà? Ho fatto donazioni a più ospedali, sopratutto a Pesaro e Urbino, parlandone sui social di modo che qualche tifoso segua l’esempio”.

"Il calcio da piccolo: "Squadra tifata da ragazzino? Nessuna. Seguivo i campionati argentino e brasiliano per la tecnica. Ora il mio cuore è interista. Da bambino insistevo per giocare in porta, ma la prima volta che l’allenatore mi ha provato fuori non mi ha più messo fra i pali. Il mio idolo diventò Xavi, studiavo i suoi video. Quando mi paragonano a lui mi emoziono, senza montarmi la testa“.

I margini di miglioramento: "Vorrei migliorare nella visione periferica. Quel colpo d’occhio veloce che permette di intuire l’evoluzione del gioco e fare il passaggio giusto. Una dote difficile da allenare, ma ci sto lavorando“.

"L'arrivo di Erisksen:"Non ha complicato il mio cammino. Una grande squadra deve avere più giocatori per ogni posizione. Christian ha giocato ad alti livelli, ci ha dato e ci darà una grande mano”.

"I sogni nel cassetto: “Voglio vincere con l’Inter, che è casa mia. Giocare gli Europei nel 2021. Poi una grande famiglia”.

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