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Skriniar sulla sua Inter: “Sono felice a Milano. Lukaku? Era da tanto che voleva partire”

Skriniar (@Getty Images)

Le parole del difensore

Pietro Magnani

Milan Skrinar, baluardo difensivo e senatore dell'Inter a soli 26 anni, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni del Corriere della Sera. Lo slovacco ha parlato a lungo del rapporto con Inzaghi e con i suoi compagni.

Skriniar ha dichiarato: "Sono una persona fortunata, ho trasformato il mio sogno da bambino e mi pagano pure parecchio per farlo. Da ragazzino facevo la punta, sono arretrato pian piano. A breve immagino diventerò un portiere (ride). Quando sono arrivato all'Inter sapevo di essere arrivato in un club storico, sognavo lo Scudetto. C'era Spalletti e lui puntava molto in alto. Poi con l'arrivo di Conte ed il passaggio alla difesa a 3 mi sono trovato in difficoltà. Antonio però mi ha aiutato tanto, mi spiegava i movimenti da fare con pazienza. Conte è un martello, ti inculca le sue idee, la sua mentalità vincente, anche senza volerlo, solo standogli vicino. E come si arrabbio dopo la sconfitta subita in rimonta a Dortmund...Inzaghi? Ci capisce, ci parla, è come un compagno di squadra. Ride e scherza con noi. Con Conte si rideva solo a Scudetto vinto".

 Skriniar (@Getty Images)

"Con Inzaghi siamo più liberi. Io sono un difensore, eppure spesso mi trovo in attacco. Il futuro? Un'esperienza all'estero non è mai male, ma io sono felice e sto bene all'Inter e a Milano. Non credo andrò via, sono contento così. Rinnovo? Non ne abbiamo ancora parlato, scade nel 2023 il contratto". 

Skriniar ha poi proseguito: "Per fortuna Lukaku finora mi è toccato solo in allenamento contro. Non ce n'è un altro altrettanto forte, grosso, veloce e completo. Dzeko? Difende benissimo la palla. Suarez e Benzema sono due diavoli, ma anche Chiesa è molto forte. Ma Messi e Ronaldo ovviamente sono di un altro pianeta. Mi alleno sempre guardando tnati loro video, ma sono talmente bravi che riescono comunque a fregarti con una nuova finta".

 Milan Skriniar (@Getty Images)

"Uscire dalla Champions lo scorso anno è stato molto brutto, ma ci siamo ripresi vincendo lo Scudetto. L'eliminazione ha cementificato il gruppo. Hakimi e Lukaku? Sapevamo che c'erano le possibilità. Achraf non è nemmeno mai tornato ad allenarsi con noi. E Romelu ce lo diceva da tempo che se fosse arrivata l'offerta giusta se ne sarebbe andato. Ma la società li ha sostituiti alla grande".

"Eriksen? Mi ha segnato molto il suo malore. Stavo guardando la partita, ma il telecronista era russo, non capivo nulla. Lui era a terra. Poi all'Inter mi hanno tranquillizzato. Facciamo una bella vita, un lavoro bellissimo, siamo pagati bene, ma la vita è una. Ci ho pensato tanto, ma non voglio pensare che possa succedere anche a me. La Champions? In Italia c'è più tattica, in Europa non puoi permetterti di non capitalizzare le occasioni. Comunque potremo fare male al Liverpool, specie a San Siro. A gennaio e febbraio abbiamo tante partite toste, ma siamo pronti. Lo Scudetto? Penso che siamo i favoriti perché siamo un gruppo molto unito".

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