13 Aprile 2020

Toldo: “De Boer? Con lui non mi sono mai presentato ad Appiano. Sono tornato quando è stato esonerato”

L'ex portiere dell'Inter rivela un aneddoto sull'esperienza dell'olandese a Milano

Francesco Toldo, Getty Images

Toldo Inter

La tocca pianissimo Francesco Toldo nel corso della diretta Instagram sulla pagina de La Gazzetta dello Sport. L’ex portiere dell’Inter, tra ricordi nerazzurri e legami particolarmente saldi nati nel mondo del calcio e rimasti nel corso del tempo, ha fatto un nostalgico ritorno al passato. Alla domanda sull’esperienza a Milano di Frank De Boer, l’ex portiere interista ha rivelato di averlo evitato durante quei pochi mesi ad Appiano Gentile, in cui lo stesso Toldo svolgeva alcune mansioni per la società nerazzurra. Tra i due, infatti, era rimasto vivo a distanza di anni il ricordo dell’Europeo del 2000, quando il portiere fermò l’olandese dal dischetto per ben due volte.

ATTACCANTI TOP – “Batistuta faceva impressione, era un trascinatore. Aveva una forza caratteriale e fisica che spostava gli equilibri. Ha veramente talento, purtroppo gli mancava lo zampino finale per decidere le partite importanti. Ma è tra i più forti al mondo. Eto’o? Fortissimo, con lui abbiamo iniziato a fare più possesso palla”.

FIGO“Mi manca Luisito. Mi chiamava dinosauro, il soprannome nei miei confronti. Luis era un giocatore molto intelligente. Lui dice che sono vecchio? Io gli rispondo sempre dicendo che lui è brutto”.

MATERAZZI E CORDOBA – “Il nostro feeling? Il segreto era stare tanti anni insieme, poi ci vedevamo anche in nazionale”.

PORTIERI IN SERIE A – “Chi mi assomiglia di più? Guardo poco le partite, ma Handanovic ha qualcosina che mi ricorda. Credo anche Meret, a cui auguro tanta fortuna, e Donnarumma che ha un fisico incredibile, gli rivedo la mia stazza”.

MAGLIE SCAMBIATE – “Quella che custodisco con più gelosia? Ogni volta che tornavo a casa dai miei genitori, dicevo a mio padre di dare le maglie ai bambini. Lui alcune le teneva da parte e qualche anno fa ho scoperto che le aveva messe da parte e non puoi capire quanti ricordi. Avevo Adriano, di Ronaldo una maglia arancione. Quella di Ibra, le scarpe di Cruz senza lacci, cimeli insomma”.

RONALDO – “Ho giocato un anno insieme e parecchie volte contro. Era il giocatore più forte, la velocità abbinata a tecnica e furbizia, riusciva a scardinare tutte le difese. Dispiace per gli infortuni, gli voglio tutto il bene sportivo”.

VIERI – “E’ simpaticissimo, abbiamo riso tanto insieme in Nazionale quando c’era il momento delle barzellette. Partivano subito scherzi e risate. Facendo parte della stessa generazione resta l’amicizia, i risultati li ottieni quando sei amico. Alcuni la pensano diversamente, ma troppo distacco non va bene”.

INTER – “Ha molti tifosi, più di quelli dichiarati. Come il contagio, ha dieci volte i tifosi dichiarati. E’ una squadra troppo simpatica, ho avuto la fortuna di vestire la maglia nerazzurra e quella della Fiorentina. Le due squadre che meglio rappresentano il calcio italiano”.

DE BOER – “Svolgevo alcune mansioni all’Inter in quel periodo. Per delicatezza non mi sono presentato ad Appiano Gentile. Purtroppo sono capitato nel giorno in cui è stato esonerato, nel calcio si danno e si prendono come capita nella vita”.

BARCELLONA – “Si, ci potevo andare ma ho scelto l’Inter. In genere i trasferimenti le fanno le società, all’epoca la Fiorentina stava fallendo ed ha iniziato e vendere i pezzi migliori. Vedo il notiziario che diceva ‘Rui Costa e Toldo venduti al Parma’. Chiamai la Fiorentina e scoprì che stavano trattando altri calciatori. Poi sono finito all’Inter e mi sono divertito, vincere dopo tanti anni è stata un’emozione indescrivibile. Sono stato vicino pure al Milan, ma c’era Sebastiano Rossi e non avevo voglia di battagliare con lui”.

PARATA PIU’ BELLA – “In un’Arsenal-Fiorentina su Kanu, una parata di istinto. E abbiamo vinto la partita per 1-0, è stata una parata incredibile. I portieri nei miei anni facevano grandi parate”.

MOURINHO – “E’ iniziato un rapporto di amicizia. E’ molto intelligente, con lui puoi parlare di tutto, tranne che di calcio perché è superiore. Uno dei migliori allenatori mai avuti. Ma mi piace ricordare anche Sacchi e Trapattoni”.

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