25 Maggio 2021

Vecino: “I tifosi mancano. L’infortunio? Ero abbattuto psicologicamente”

Il centrocampista: "Senza tifosi il clima è da allenamento, manca la pressione di quando devi vincere."

Matias Vecino (@Getty Images)

La stagione di Matias Vecino è stata fortemente condizionata dagli infortuni e ha ritrovato il campo solo nel finale di campionato. Il 29enne nerazzurro si è concesso in una lunga intervista al podcast Colpi di Testa dove ha parlato delle difficoltà di quest’anno ma anche dei momenti più belli vissuti con la maglia dell’Inter:

Sono felicissimo della vittoria dello Scudetto: era un qualcosa che aspettavamo da anni e i tifosi non vedevano l’ora di rivivere queste emozioni. Mi dispiace solamente che sia arrivato nell’anno in cui gli stadi erano a porte chiuse, forse non si ha idea della portata di quello che si è ottenuto: ma credo che quello successo in campo sia la cosa importante.”

Matias Vecino, Getty Images

I GOL CONTRO LAZIO E TOTTENHAM: “Subito non mi ero reso conto dell’importanza di quei due gol da Champions League. Dentro al campo non riesci a capire bene ciò che c’è intorno, mentre senza tifosi il clima è da allenamento, manca la pressione di quando devi vincere. Quando sono rientrato dall’infortunio ho potuto constatare che è complicato giocare senza pubblico.”

L’INFORTUNIO: “É stato difficilissimo. Ancora prima del lockdown avevo avuto dei problemi, ma a maggio stavo peggio perché c’era un edema osseo. Sono andato diverse volte a Barcellona per una terapia conservativa, mi allenavo ma, poi, quando arrivava il momento di forzare non stavo bene. I dottori hanno fatto di tutto per evitare l’operazione, ma qualcosa andava fatto e mi hanno suturato. Da lì è iniziato il recupero e dopo due mesi il ginocchio cominciava a gonfiarsi. Io  non avvertivo niente, ma chiaramente qualcosa non andava  Mi sono detto di rimanere a Barcellona finché non sarei tornato in forma. La ricaduta è stata dura da superare soprattutto psicologicamente.”

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