Vieri: “Volata Champions? Se Spalletti centra l’obiettivo ha dato…”

Vieri: “Volata Champions? Se Spalletti centra l’obiettivo ha dato…”

L’ex attaccante nerazzurro: “Luciano ha rimesso le cose a posto”

di Simone Frizza, @simon29_

In una lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, l’ex attaccante nerazzurro Bobo Vieri ha parlato della stagione dell’Inter, di Spalletti, delle altre pretendenti alla Champions League e tanto altro. Ecco le sue parole.

CONTE TORNA IN A – «Sarà un grandissimo acquisto per il nostro calcio, a prescindere da dove andrà. Antonio è un lavoratore, propone un calcio fatto di velocità, intensità e idee tattiche ben precise. Si aggiorna costantemente, non è mai fermo. Con uno così sul mercato è normale fare follie. È andato in Premier e al primo anno ha vinto il campionato, poi si è portato a casa pure una FA Cup. È difficilissimo imporsi subito in un altro Paese. Ora l’importante è mettergli in mano un progetto serio, di almeno 3-4 anni. E in questo senso che l’Italia deve fare il salto di qualità. Qui si disfa ogni cosa in un attimo, spesso senza ragionare».

SOSTITUTO DI ALLEGRI – «Guidare la Juve non è semplice, c’è grande pressione, da quelle parti conta solo la vittoria. Serve allora tanta esperienza. Comunque vorrei vedere la Juve giocare molto meglio. E non mi interessano sistemi o tattiche varie, da tifoso del calcio italiano vorrei qualcosa in più, perché quest’anno non mi sono divertito a veder giocare i bianconeri. Juve, Milan e Inter hanno il dovere di essere anche belle, lo impone la loro storia».

VOTO A CR7 – «E io dovrei dare il voto a uno che in carriera ha segnato più di 600 reti, vincendo cinque Champions? Se lo facessi dovrei assegnare a me stesso “zero” in pagella. Cristiano va ringraziato per avere scelto la Serie A. Tutto il mondo oggi ci guarda soprattutto per Ronaldo. Ci sta dando una grande mano a risalire a livello di immagine. Anzi, vi dico una cosa: quando smetteranno di giocare Ronaldo e Messi, prenderò la tv, la butterò dalla finestra e me ne andrò al cinema (ride, ndr) per divertirmi».

TOP PLAYERS – «Mi piace da morire Neymar, prende tutti per i fondelli con una qualità impressionante. Poi, c’è Mbappé e sono curioso di vedere eventualmente Hazard nel Real Madrid».

INTER – «Voglio prima di tutto parlare dell’Inter e in particolare del mio caro amico Spalletti, un grandissimo allenatore. Se centrerà la zona Champions avrà completato un biennio positivo: darebbe continuità a un club che troppo a lungo è rimasto fuori dal calcio che conta. L’Inter non può restare fuori dalla Champions, e Luciano ha rimesso le cose a posto».

ATALANTA – «Sorpreso? No, perché è forse la più internazionale delle italiane. Pressa altissimo, ha grande intensità, ti sta sempre addosso, viene a prenderti nella tua area. Decisivo Gasperini, un lavoratore devastante: ti spacca in settimana, e in partita giochi come ti alleni. L’Atalanta è un modello, il salto di qualità sarebbe totale in caso di Champions. Sono felice, sono un tifoso dell’Atalanta, è lì che di fatto è nato il vero Bobo Vieri».

MANCANZE DI MILAN E ROMA – «Troppo discontinue, e a certi livelli paghi ogni minimo rallentamento. Penso anche alla Lazio che a un certo punto sembrava quella messa meglio per produrre l’accelerata decisiva e invece è incappata in tanti stop inaspettati. Ma la vittoria in Coppa Italia dà tutto un altro sapore alla stagione».

TORINO – «Squadra finalmente solida. Paga la continuità di lavoro con Mazzarri. E l’anno prossimo sarà meglio, magari con un Belotti sempre al top. Voglio che segni di più. Mi piace: lui si allena duramente, ha cuore. Potrà essere utile alla Nazionale…».

KEAN – «È forte forte. Ha carattere ed è ancora un bimbo. Se Mancio lo ha messo in campo così giovane siamo in una botte di ferro. Si sta muovendo qualcosa di concreto in azzurro e io sono molto fiducioso per l’Europeo».

PETAGNA – «Ha segnato 16 gol, gli do 8,5 in pagella. Ma deve mettere la maglia dentro i pantaloncini e tirare di più in porta: glielo ripeto ogni volta al telefono…».

INGLESI NELLE FINALI – «Che il calcio inglese è oggi il massimo, anche e soprattutto grazie all’apporto dei tecnici stranieri che hanno migliorato a livello tattico e gestionale un calcio che fisicamente era già devastante. Senza contare l’importanza che ha avuto Guardiola per la crescita del movimento inglese. Pep è un fenomeno, il più grande oggi con Klopp».

SARRI – «Lui e Conte predicano un calcio moderno, adatto a competere ai massimi livelli. È ciò che serve al nostro movimento per recuperare terreno. Non ci mancano i tecnici, serve però un salto di qualità mentale generale. E sarebbe bello rivedere in Italia proprio Sarri».

LIPPI IL KLOPP DEGLI ANNI 90-2000 – «Calma, Klopp deve farne ancora di strada per arrivare a Lippi (sorride, ndr). Ma è vero che Lippi praticava un calcio “sconosciuto” avendo messo a punto una corazzata terrificante anche a livello fisico. Eravamo cortissimi e pressavamo al limite dell’area avversaria. Mangiavamo erba e avversari».

RIVOLUZIONARIO – «Il rivoluzionario fu Sacchi, Lippi alzò l’asticella sotto tutti i punti di vista. Il suo calcio era di un’intensità unica».

VITA DA PAPÀ – «Stella è la più grande gioia della mia vita, un regalo meraviglioso. Mi diverto a stare con lei, a tenerla fra le braccia. È cambiata completamente la mia vita: prima ero solo e facevo ciò che volevo, ora ho Stellina e non vedo l’ora di tornare a casa».

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