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Zaccaria (InterSpac): “L’Inter andrà ad un fondo, noi non coinvolti. PIF? Spero che l’italianità…”

L'azionato popolare nerazzurro si tira indietro dalla corsa

Raffaele Caruso

"Roberto Zaccaria, ex presidente della Rai, tra i promotori del progetto di azionariato popolare 'InterSpac', si è concesso ai microfoni de La Repubblica per parlare del futuro societario nerazzurro. Smentita l'ipotesi di cordata.

 Zhang Jindong, Steven Zhang e Antonio Conte, Getty Images

"Ecco le sue parole: "Il nostro è un treno che ha bisogno di mettersi in moto e acquista velocità strada facendo. Non ci sono state aperture dall’attuale proprietà e per questo non abbiamo strutturato una proposta. Con buona probabilità l’Inter andrà in mano a chi i soldi da investire li ha già pronti. Quindi, un fondo di private equity. Certo, è possibile che Steven Zhang mantenga il controllo, almeno temporaneamente. Ma parte dei soldi verrebbero comunque da un fondo. L’era dei capitani coraggiosi nel calcio è finita. Siamo di fronte a nuove dimensioni economiche. Servono forze molto rilevanti, come i grandi fondi di investimento americani. O come il fondo sovrano saudita di cui sento parlare".

"Un'Inter più italiana: "Lo è nei ruoli chiave. Basti pensare all’importanza nel progetto di Beppe Marotta e Alessandro Antonello. Ed è bello vedere Lele Oriali vicino ad Antonio Conte. Una vera bandiera è Javier Zanetti, che considero italiano. Sarebbe bello che in futuro un ruolo di garante e dello spirito interista fosse riconosciuto a Massimo Moratti e Marco Troncheti Provera, che hanno dato così tanto alla storia del club. Noi soci ci confrontiamo quasi quotidianamente. Il nostro è un progetto di medio termine, volto a rafforzare il capitale sociale dell’Inter. Come dicevo, non siamo coinvolti nell’operazione che sembra essere in corso".

"L'ipotesi saudita:"Quando si configurò l’ipotesi che i libici entrassero nel capitale della Fiat continuai a comprare auto Fiat. Non me ne pento, non cambio idea. L’etica nell’economia deve avere un peso, certo. Ma nel 2016 non m’indignai per l’ingresso di una proprietà cinese, nonostante le molte criticità dal punto di vista del rispetto dei diritti umani in Cina. Ma personalmente, chiunque sarà il proprietario dell’Inter, mi piacerebbe che l’italianità del club fosse preservata".