Spalletti: “Mercato? Stiamo bene così, il mio rinnovo ora non serve. Brozovic e Joao Mario recuperati”

Spalletti: “Mercato? Stiamo bene così, il mio rinnovo ora non serve. Brozovic e Joao Mario recuperati”

Il tecnico nerazzurro ha parlato nella conferenza stampa di presentazione della sfida contro i granata

di Simone Frizza, @simon29_

Alle ore 14.30 di sabato 4 novembre, presso il Centro Sportivo Suning in memoria di Angelo Moratti, si è tenuta la conferenza stampa di Luciano Spalletti in vista della gara di campionato contro il Torino a San Siro, lunch match della 12esima giornata di Serie A TIM nonché ultimo incontro prima della sosta delle Nazionali di novembre.

Come di consueto il tecnico nerazzurro, prima di andare in sala stampa, ha risposto alle domande da Inter TV.

GIOCARE PRIMA RISPETTO ALLE AVVERSARIE – “I tifosi saranno moltissimi. Il fatto di giocare prima usandolo bene può creare anche un’insidia agli avversari, quindi cercheremo di trarre il massimo da tutto. Io vivo una bella sensazione, un bello stare dal punto di vista professionale perché poi abbiamo anche tutti questi sportivi che danno forza alla nostra squadra”.

ATMOSFERA SAN SIRO – “Domani si potrebbero definire gli anelli di San Siro come dichiarazione di un patto d’amore coi tifosi”.

GIOCATORI NUOVI IN CAMPO – “Sicuramente ci saranno delle occasioni, se qualcuno vuol spingere l’asticella un po’ più in là noi lo useremo volentieri”.

TORINO – “Il Torino è una squadra forte, quando ti trovi in campo ti sembra di giocare anche con i muscoli della loro storia. L’allenatore sa trasferire bene alla squadra la voglia di battersi, dovremo essere squadra in tutto, bravi ad essere veloci e giocare nello stretto, veloci nel reagire e guadagnare campo. Tutte cose di squadra”.

NAGATOMO E D’AMBROSIO – “Io non ho in borsa le qualità da dare ai calciatori, sono tutte cose che tirano fuori loro nella crescita di squadra. Per fare risultati bisogna avere a che fare con una squadra forte, non con un singolo. Lavorando sul gruppo i ragazzi tirano fuori di più grazie al loro moto perpetuo”.

POST SU ANNA FRANK – “La volontà era quella di non far succedere come sempre che di una cosa se ne parla quando accade e dopo una settimana non ci si ricorda più di nulla. Di una cosa così importante, alla quale sono stati giustamente dati degli spazi, è bene creare uno spazio ulteriore di quello che deve avere. Gli si dà uno spazio in più per dare seguito alla presa di posizione di tutti e per ricordarla anche a distanza di qualche altro giorno”.

SAN SIRO TUTTO ESAURITO – “A noi fa piacere che ci siano tanti tifosi e sentirli vicino. Ci fa enorme comodo averli a spingere dalla stessa parte dove spinge la squadra, quindi è un’altra dimostrazione di fiducia che ci danno e noi dovremo saperne poi trarre ulteriori vantaggi. Prima a Inter TV ho detto “Gli anelli di San Siro come dichiarazione d’amore con i tifosi”, e per noi è bellissimo sentire questo sentimento”.

PRESSIONE D’ALTA CLASSIFICA – “Ora è meglio andarci cauti, però delle situazioni dove si può effettivamente dire che abbiamo a che fare con una squadra con personalità ci sono. In alcune partite siamo entrati dentro ed abbiamo fatto quello che dovevamo, sia a livello di gioco che di scelte individuali. Anche quando la squadra è stata in difficoltà ho sempre visto delle reazioni quasi totali, cosa fondamentale per affrontare il Torino domani. Quando giochi contro il Torino, oltre al carattere dell’allenatore, si ha la sensazione di giocare anche con i muscoli della loro storia. Se non avremo quindi reazioni veloci e di squadra questa partita ci può mettere in seria difficoltà”.

GALLINE DEL CIONI – “Quando si ha un territorio dove si è cresciuti ci si affeziona, quindi se non si dicono cose cattive le persone stanno dalla tua parte e cercano di darti forza”.

SCUDETTO – “Non siamo ancora arrivati al nostro obiettivo per poter poi puntare al passo successivo. Noi dobbiamo arrivare nelle prime quattro posizioni ed ancora non possiamo fare discorsi che riguardano l’andare avanti. Le posizioni sono poche per quella che è la qualità delle squadre che compongono il nostro campionato, quindi se lei me lo richiede quando saremo sicuri di essere nelle prime quattro sarà poi un piacere guardare oltre”.

PIÙ ATTACCANTI IN CAMPO – “Tutto è possibile, ma secondo me ci sono dei tempi di maturazione di una squadra. Di volta in volta si analizza e poi le analisi possono essere da cappello per aria oppure no. Facciamo un passettino corretto in base al cammino fatto finora. Ci sono tutti i segnali che la strada è quella corretta, però si può cambiare soprattutto in funzione di un calciatore come Eder che ha anche appena rinnovato un contratto che vale per tre calciatori. Lui fa già tre ruoli in modo perfetto, quindi se dovessimo fargliene fare un quarto lui si adatterà in modo perfetto, sa fare tutto quello che gli si chiede. Questo modo di fare dà poi un futuro ancora più importante. C’erano da rinnovare gli anni di Eder, non il suo essere interista”.

MIHAJLOVIC – “Sinisa è un allenatore che rispecchia il suo essere stato giocatore, ovvero di grande qualità e tosto. Lui ha tutta la forza che serve ai giocatori in campo, tutti hanno fatto vedere a più riprese le sue qualità. È molto esperto e conosce benissimo questo ambiente. Penso che un po’ di carattere può essere una cosa che ci accomuna, stiamo facendo un lavoro importante nel quale lui ci è arrivato dimostrando qualità e professionalità, che non ti regala nessuno. Essendo anche stato un calciatore importante conosce anche le dinamiche dello spogliatoio”.

COSA FARE PER EVITARE LE TRAPPOLE DEL TORINO – “Come dicevo prima dobbiamo essere bravi con le distanze di squadra, con le reazioni sulle fughe per contenere Belotti. Dobbiamo leggere al momento corretto le varie situazioni, poiché non c’è spazio per accorgersi dopo. Bisogna stare addosso al blocco squadra con la difesa, cosa che comporta l’attacco alle spalle. Ci sono anche Iago Falque e Ljajic che sono bravissimi palla al piede, quindi rispetto a Belotti sono già due comportamenti contrapposti che ti obbligano ad essere svelto nella lettura. La squadra nel complesso, poi, è fisica e forte ed ha ritrovato tutti i suoi titolari. Tutte queste sono insidie in più, ma noi dobbiamo misurarci e vincere anche contro queste squadre qui. L’essere vestiti di questi colori è una posizione scomoda, perché devi sempre provare a vincere la partita fino al 98esimo”.

ESTERNI OFFENSIVI TORNATI DI MODA – “Dal punto di vista generale si sono modificate molte cose in meglio nel calcio e si è visto dalle grandi partite disputate da Roma e Napoli in Champions League. Ora si spinge di più con i terzini e si usano molto i quinti di fascia. Si occupa questa piazzola alta sull’esterno perché questo serve a far scivolare la difesa avversaria. Spesso però c’è un solo uomo che fa la fascia, sia esso il tornante offensivo o il terzino, perché si tende più a buttare dentro il campo gli esterni alti, che poi si fanno anche trovare larghi per finire l’azione. In una manovra costruita da dietro però molti esterni offensivi di fascia tendono ad affollarsi sulla trequarti per darti il dubbio del palleggio sui piedi, del cross laterale o del tiro in porta. Secondo me ci sono molti particolari che danno una crescita al nostro calcio”.

PROCESSO RAPIDO – “Io sento l’affetto dei miei dirigenti e li sento molto vicini. Mi danno una mano sotto tutti gli aspetti. Ausilio poi è quello che ho conosciuto prima di tutti in maniera più profonda. Ci ho parlato tanto, è sempre stato lo stesso da quando l’ho conosciuto, nel senso che abbiamo un contatto diretto quasi quotidiano e tutto ciò mi fa enormemente piacere. Per quanto riguarda me io sono a postissimo, non c’è bisogno di andare a fare tanti discorsi che nella realtà poi non porterebbero nessun beneficio soprattutto momentaneo. Non dobbiamo perdere di vista il nostro obiettivo, senza andare a cercare niente di più. C’è tutto quello che ci occorre”.

CONDIZIONI DELLA SQUADRA – “Stanno tutti bene, ho l’imbarazzo della scelta. Ho a pieno regime Brozovic, Joao Mario, Eder ed anche Cancelo che ha smesso di sentire dolore quando calcia. Anche Dalbert inizia a far vedere le sue qualità e ad aver assorbito un po’ di metodo stando dentro la squadra. Sono però convinto che anche cambiando qualcosa la squadra non perderebbe di qualità”.

ROSA CORTA – “Io vi ringrazio delle attenzioni dei miei confronti. A fine anno si rompe il salvadanaio messo dove c’è lo spogliatoio per poi dividersi tutti i meriti inseriti dopo ogni partita in parti uguali. Io senza buoni calciatori non riesco a fare una buona squadra, non avevo le qualità da distribuire loro in borsa, avevo solo i miei programmi. Tutti questi accostamenti con Mourinho non stanno né in cielo né in terra per quello che ha vinto lui, io non sono di quel livello lì. Ricordo che ha fatto della sua Inter e di quella di Moratti una bellissima scultura, noi invece per ora abbiamo solo il martellino. In questo momento quello che si può paragonare a quell’Inter sono questi fantastici tifosi, i nostri Special 73mila. Per il resto la squadra e la società lavorano in modo perfetto, esattamente come avrei voluto quando sono venuto a lavorare qui. Gente come Gagliardini, Vecino, Borja Valero, D’Ambrosio, Miranda è gente tosta. Miranda non serve che dica tanto per essere leader, basta vedere quello che fa. Si assorbe dal suo essere naturale, è una persona per bene ed un grandissimo professionista. Ho gli stessi meriti vostri, quindi se smettete di accostarmi ad altri mi fate un favore, anche per rispetto verso i giocatori”.

MERCATO – “È giusto quello che ha detto la società, va fatto un mercato corretto ed oculato. Per il momento noi non vogliamo cambiare, se oggi mi dicessero che a gennaio non c’è il mercato noi brinderemmo. Siamo a posto, poi è chiaro che se in questo percorso si modificano delle cose dove poi possiamo migliorare o capita un’occasione di un giocatore acquistabile si può fare. Non siamo però in grado di fare un mercato folle”.

DIFESA – “Stiamo migliorando anche come linea difensiva in quella che è la compattezza e la slegatura, si dice così, del reparto. Ci sono poi gli avversari che se fanno delle grandi giocate poi quelle due o tre occasioni per fare gol ormai sanno crearsele tutti, devi essere bravo tu a sbrogliarli ed a portare a casa le tue in fase offensiva”.

GESTIONE DEL GRUPPO – “Prima dicevo che abbiamo tutto quello che ci occorre anche perché la primavera riesce sempre a fornirci 7/8 giocatori che ci fanno fare allenamenti perfetti. Il giorno dopo la partita si dà lo stesso carico di quelli che hanno giocato: ogni tanto si diminuisce o si aumenta in base ai dati riportati dal satellitare, che hanno una valenza particolare. Il giorno dopo la partita se ne fa una dove dal punto di vista di carico muscolare si ottiene lo stesso risultato di quello ottenuto sui calciatori che hanno giocato titolari, poi si dà un giorno di pausa in modo tale da avere la settimana tipo. Il lunedì si fa questa partita con gli altri ed il martedì si fanno riposare sia quelli che hanno giocato domenica sia quelli che hanno giocato lunedì, così che il mercoledì si riparte tutti dallo stesso livello. Qui siamo tanti e tutti bravissimi, quindi i giocatori devono convincere tanti occhi”.

APPARTENENZA AL GRUPPO – “Il modo di allenarsi racconta il coinvolgimento dei calciatori: guardando la partita del lunedì ci si accorge se i ragazzi sono ancora convinti di far parte dei titolari anche se non giocano la domenica oppure no”.

SOSTA NAZIONALI – “Ormai bisogna essere bravi a gestirsi le complicazioni facendo tutto ciò che è possibile. I nostri dottori parlano con quelli delle nazionali, si cerca poi di farli tornare mezza giornata prima con dei voli messi a disposizione, si fanno allenamenti specifici, tutto per avere la cura del particolare che apparentemente non conta ma che invece dà un ordine a quello che è il modo di guardare le cose dagli occhi dei calciatori. Dai calciatori ci si aspetta il meglio come retribuzione rispetto a quello che noi diamo loro”.

TORREIRA – “Ormai lo conoscono tutti a differenza di Skriniar sul quale c’era ancora spazio di interpretazione. Noi abbiamo 3/4 giocatori che giocano lì in modo non perfetto ma corretto. Abbiamo un Gagliardini che è in crescita di minuto in minuto, di Vecino siamo contentissimi ed ancora lo dovete vedere al meglio. Staremo attenti per migliorare sempre, perché se non ti migliori di volta in volta rimani indietro. Tutti cercano soluzioni sempre migliori”.

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