Nainggolan: “Juventus? In passato mi volevano, ma preferisco vincere contro di loro. Vi spiego l’inchino al primo gol”

Nainggolan: “Juventus? In passato mi volevano, ma preferisco vincere contro di loro. Vi spiego l’inchino al primo gol”

Il calciatore belga prepara il derby d’Italia

di Antonio Siragusano

Atteso tra i grandi protagonisti della sfida di domani sera contro la Juventus nel classico derby d’Italia, Radja Nainggolan ha la grande opportunità di prendersi per mano l’Inter e gettare le basi per una rivincita da completare nella prossima stagione. Vincere contro la squadra che ha spesso rifiutato in carriera, varrebbe non solo un riscatto personale, ma anche l’opportunità di trascinare i nerazzurri verso una qualificazione Champions per il prossimo anno. Intervistato ai microfoni di DAZN, ecco le parole del Ninja: “E’ sempre stata una partita particolare per me, perché comunque mi hanno cercato in passato e non si è poi fatto niente. Preferisco sfidare le squadre ‘più forti’ e cercare di vincere, è stata sempre una cosa che ho avuto in testa”.

JUVENTUS – “Squadra da battere da tanti anni, qualsiasi squadra lo vorrebbe e per noi è una partita importante soprattutto per la classifica. Loro hanno già vinto il campionato, ma a noi questo cambia poco perché l’importante è vincere per il nostro obiettivo”.

INCHINO AL PRIMO GOL –Mi è venuto d’istinto perché la gente si aspettava tanto da me. Mi sono fatto male subito in ritiro ed ho saltato quasi tutta la preparazione. Poi non vedevo l’ora di cominciare e fare gol all’esordio è stato come dire: ‘Eccomi sono arrivato’. Poi non è andata come volevo perché mi sono fatto male”.

VERO NAINGGOLAN – “Ormai aspettiamo l’anno prossimo, manca poco. Per noi l’importante è centrare l’obiettivo, abbiamo fatto un cammino importante con un po’ di difficoltà ed episodi che ci hanno danneggiati. Spero di non aver più infortuni e migliorare fisicamente per vedere il miglior Nainggolan”.

STAGIONE – “E’ mancata un po’ di maturità. Nell’ultima di Champions bastava vincere e passavamo, là è stata una grande delusione, poi ci sono stati altri risultati negativi, manca ancora la maturità di invertire subito la rotta.

TROFEI – “Ho voglia di vincere, anche se sembra strano che non ho mai vinto. Ho sempre voluto vincere qualcosa per una questione personale. Adesso manca tanto anche all’Inter e sono cose importanti per una piazza come questa. C’era il periodo in cui erano abituati a vincere, dobbiamo tornare ad essere quella squadra che fa parlare di sé a livello mondiale”. 

HANDANOVIC – “Grandissimo professionista, si allena forte e studia tanto. Comunica tanto e dice quello che pensa, che a me piace. E’ una persona molto onesta, alla fine non conta chi ha la fascia, in una squadra ci sono tanti elementi che possono dire la loro e in questa squadra ce ne sono un paio”.

BARELLA – “Se mi piace? Sì, soprattutto per il modo di giocare. Mette sempre il massimo, magari non fa la differenza con gol o assist, ma fa giocare meglio gli altri compagni. Viene notato meno, ma forse è quello più importante. Giocare insieme? Perché no? Giocare con giocatori forti è sempre bello. Qua ce ne sono tanti, quando si gioca con calciatori forti diventa tutto più semplice. Con lui potrebbe essere una bella lotta in campo insieme”.

PJANIC – L’ho sentito l’altro giorno che aveva bisogno di biglietti. Lui è come uno di famiglia, non importa quale ora o quale data gioca contro di noi, lo sento sempre, siamo sempre stati insieme e lo sento volentieri”. 

DIALETTO MILANESE – “L’importante è capirsi, parlano un po’ più piano, ma non è un problema”.

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