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L’Intertinente – Il rilancio dell’Inter passa da Barcellona: analisi di un mese e mezzo di rivoluzione nerazzurra

Una rubrica per rafforzare un concetto: l’impertinenza di essere nerazzurri

Alex Angelo D’Addio

Malgrado la positività del momento suggerisca il contrario e la sfilza di vittorie consecutive spinga a lanciare i sogni oltre i confini dell'ovvietà, gli abbinamenti per la fase a gironi della Champions League 2018/2019 di fine agosto sanciti dalle urne UEFA non avevano affatto rallegrato le attese dell’Inter, ed anzi le avevano depresse quasi irrimediabilmente, in virtù della precedente consapevolezza che gli avversari dei nerazzurri sarebbero stati ostici, a causa della quarta fascia alla quale la brigata Spalletti era stata relegata.

Barcellona, Tottenham e finanche gli olandesi del PSVEindhoven apparivano cime insondabili per gli amatoriali scalatori nerazzurri, molti dei quali all’esordio nell’Europa dei grandi; peraltro, le già flebili convinzioni di poter sopravvivere ad un ritorno in Coppa dei Campioni così impervio, si erano sopite del tutto con un inizio di campionato orrorifico, ove il tecnico di Certaldo aveva raccolto la miseria di 4 punti in altrettante gare, con il crollo al Meazza contro il Parma a fungere da enorme campanello d’allarme.

Tuttavia, l’attualità dell’Internazionale afferma ben altro: una squadra reduce da 7 successi di fila tra Italia ed Europa, e soprattutto a punteggio pieno nel gruppo B, si presenta al CampNou di Barcellona per affrontare una delle papabili per la conquista del trofeo dalle grandi orecchie - in una non secondaria atmosfera dal fascino indiscutibile e da ricorso storico - con un volto completamente nuovo rispetto a quello di circa un mese e mezzo fa. Affinamento del lavoro settimanale, incremento di concentrazione, ed intensificazione della retroguardia, sono stati il quid della riscossa di Spalletti e dei suoi, capaci di capovolgere i più funerei pronostici e di trasformare il tetro pomeriggio di SanSiro con i Ducali emiliani da calvario di critiche a volano di risultati.

Da qui parte la maestosità dell’incontro di questa sera: affrontare il Barcellona rappresenta l’apice del rilancio della Beneamata, in previsione delle ambizioni interiste di medio-lungo periodo e alla luce del blasone che i trascorsi delle due società porgono. Indubbiamente, i blaugrana incutono timore: anche se orfani di Messi e più in generale della vecchia guardia di fuoriclasse nella quale Xavi ed Iniesta sono annoverati inderogabilmente, nel complesso hanno un respiro internazionale ed una predisposizione ai trionfi che l’Inter aspira ad avere, ma di cui al momento è priva.

Di contro, c’è che il rispetto non vada confuso con la pavidità, e dunque se di ostilità si dovrà parlare, che battaglia sia: l’Internazionale di Milano merita di calcare certi palcoscenici, e di caratterizzare nuovamente la pienezza di certi eventi. Già da stasera.

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