L’Inter ha ufficializzato il ritorno a Milano di Aleksandar Stankovic, centrocampista classe 2005, attraverso l’attivazione della clausola di recompra da 23 milioni concordata con il Bruges al momento della cessione del giocatore.
Un accordo che ha consentito all’Inter di mantenere il controllo sul futuro del giocatore. Ma è giusto dire che l’Inter ha ceduto Stankovic a 10 milioni per poi riacquistarlo a 23? Non è del tutto così.
Dal punto di vista finanziario, la presenza della clausola di recompra fa sì che il valore del giocatore a bilancio non coincida con l’intera cifra versata per il riacquisto, ma con la differenza tra la cifra “pagata” per riportare il giocatore a Milano e quanto incassato dalla precedente cessione. In termini pratici, il valore netto dell’operazione è pari a 13 milioni di euro, ottenuti dalla differenza tra i 23 milioni della recompra e i 10 milioni della cessione. Sarà questa la cifra che l’Inter inizierà ad ammortizzare nel corso della durata del nuovo contratto.
L’accordo decorre a partire dal 1° luglio 2026 fino al 30 giugno 2031, il che vuol dire che l’impatto annuale stimato sarà pari a circa 2,6 milioni di euro per stagione, ai quali dovrà essere aggiunto il costo dell’ingaggio lordo del calciatore.
E in caso di cessione?
Se l’Inter dovesse decidere di cedere Stankovic in questa finestra di mercato, la plusvalenza verrebbe calcolata partendo proprio da quei 13 milioni. Ad esempio, una cessione a 40 milioni di euro genererebbe una plusvalenza di 27 milioni.