Mentre il mercato nerazzurro si concentra su due difensori, un esterno e Curtis Jones, c’è un ruolo di cui quasi nessuno sta parlando: la necessità di avere in rosa una quinta punta. Con il modulo a due punte e i tanti impegni in calendario, disporre di cinque attaccanti sarebbe fondamentale per garantire rotazioni adeguate.
La scorsa stagione ha mostrato i limiti della rosa attuale. Chivu, senza Lautaro e Bonny e con il derby alle porte, giocò la semifinale di Coppa Italia col Como con il solo Esposito in attacco. Un’emergenza che sottolinea quanto possa essere problematico non avere alternative sufficienti nel reparto offensivo.
Sul fronte degli altri obiettivi, la situazione resta complicata. Gli addii di Acerbi e De Vrij costringono il club a intervenire con due innesti difensivi, anche se il futuro di Pavard potrebbe modificare questa prospettiva. Per quanto riguarda l’esterno destro, dopo l’addio di Denzel Dumfries, era stato individuato in Palestra l’erede ideale. L’inserimento del Chelsea e i tempi lunghi della macchina dirigenziale di Oaktree – ci sono voluti 45 giorni per alzare l’offerta di pochi milioni – hanno fatto sfumare quello che era l’obiettivo primario.
Poi è arrivata la questione Khalaili, per il quale il CONI non ha concesso l’idoneità, costringendo l’Inter a virare nuovamente su altri profili come Spence. Anche per Jones la trattativa si è incagliata: Ausilio non ha nascosto il forte interesse per il centrocampista del Liverpool, ma i Reds difficilmente lasceranno partire il giocatore a meno di 40 milioni. L’offerta da 25 milioni conferma una distanza al momento incolmabile, il che potrebbe significare non soddisfare l’ennesima richiesta di Chivu.
Tornando alla quinta punta, non servirebbe certo un bomber da 15 gol a stagione. Basterebbe puntare su un giovane che accetti la panchina o un attaccante esperto in grado di garantire affidabilità. Un profilo che non richiederebbe un grosso esborso economico – aspetto fondamentale per Oaktree – e che darebbe a Chivu la possibilità di far rifiatare maggiormente Lautaro e Thuram. Continuare a parlare di adattare Mkhitaryan, che non gioca in quel ruolo da anni, o Frattesi, destinato a lasciare Milano, dietro a una sola punta nei momenti di emergenza, appare poco realistico.