Julio Ricardo Cruz, doppio ex di Feyenoord e Inter, ha parlato alla Gazzetta dello Sport in vista della partita di questa sera, assicurando il suo tifo per i nerazzurri nonostante il legame con entrambi i club.
Sul derby perso, l’ex attaccante ha inquadrato la situazione senza allarmismi: “Peccato per quei due gol presi subito, dopo è diventato tutto più difficile. Maignan, poi, è stato semplicemente fenomenale. Il problema, però, è che l’Inter si è abituata a rimontare, ma non puoi pensare di prendere due gol e farcela sempre. È comunque la prima sconfitta in campionato, non drammatizziamo: mantenendo questo ritmo, la squadra farà una montagna di punti. Il Feyenoord subito? Un bene, non hai il tempo di rimuginare e farti prendere dal pensiero negativo”.
Sul reparto offensivo, Cruz ha espresso un giudizio articolato: “Thuram sta bene, segna, è forte fisicamente, però la mancanza di Lautaro si sente. Non dimentichiamo comunque Pio e Bonny, giovani e forti: per l’Inter è una fortuna averli. Esposito è quello cresciuto di più, l’anno scorso è stato fondamentale per lanciarlo e spero diventi l’uomo che ridarà il Mondiale all’Italia”.
Cruz ha poi risposto alla domanda su cosa manchi rispetto all’anno scorso: “Se manca qualcosa rispetto all’anno scorso? Non saprei. L’Inter gioca molto bene, corre tantissimo, manca un po’ di concentrazione all’inizio, ma non credo sia questione di poca fame o di giocatori troppo… tranquilli. Quando hai vinto uno scudetto e una Coppa Italia, porti quei successi sul petto e vuoi fare ancora meglio”.
Tra i giocatori più discussi c’è Dimarco, sul quale Cruz ha espresso fiducia: “Sono sicuro che tornerà al suo livello, non c’è da preoccuparsi. Ci aveva abituati troppo bene, era una potenza, forte come un camion quando partiva. Può capitare un momento di calo, ma nella mia squadra un Dimarco lo voglio sempre”.
Un cenno anche all’ambiente del De Kuip, dove si giocherà questa sera: “È uno stadio molto particolare, con le tribune vicinissime al campo e tifosi caldissimi. Sembra l’Argentina”. Infine, sul futuro del nuovo San Siro: “Sarà tra i cinque migliori stadi del mondo: Milano avrà un impianto bellissimo. È normale provare nostalgia per San Siro, però la vita va avanti”.