Un risultato positivo di 35,4 milioni nel bilancio 2024-2025 da un lato, perdite per circa 130 milioni dall’altro. La sfida di domenica a San Siro tra Inter e Como porta in campo anche due filosofie di gestione economica profondamente distanti, come evidenzia un’analisi pubblicata dalla Gazzetta dello Sport.
Il percorso finanziario nerazzurro parte da una situazione critica. Nel 2019 i ricavi del club si attestavano intorno ai 200 milioni di euro, mentre nella stagione 2020-2021 le perdite toccarono quota 245 milioni. Nel 2024 il patrimonio netto risultava ancora negativo per 215 milioni, dopo aver accumulato circa 395 milioni di perdite in tre stagioni. L’ingresso di Oaktree, con conseguenti interventi sulla struttura del debito e una gestione più attenta delle spese, ha progressivamente cambiato il quadro. Nell’esercizio più recente la soglia dei 560 milioni di euro è stata superata sul fronte ricavi, permettendo al club di registrare un saldo positivo dopo due stagioni chiuse consecutivamente in perdita; a sostenere tale crescita hanno contribuito i successi sul campo e il miglioramento delle entrate di natura commerciale.
Sul fronte lariano il quadro è diverso. Nella stagione 2024-2025 il Como ha registrato perdite per circa 130 milioni, con un valore della produzione di circa 62 milioni e costi del personale prossimi ai 55 milioni. Cifre che riflettono la scelta della proprietà di rafforzare rapidamente strutture e rosa, affidata a Fabregas, puntando anche su investimenti commerciali e infrastrutturali. Nel corso della prima parte del campionato 2025-2026 il club lariano ha proseguito nell’allocare risorse rilevanti al potenziamento dell’organico.
Le due società rappresentano quindi strategie opposte ma accomunate dall’ambizione di restare competitive ai massimi livelli. L’Inter cerca di dimostrare che si può competere con una gestione più sostenibile, il Como punta a tradurre gli investimenti attuali in risultati sportivi e ricavi futuri.