In vista di Inter–Como, uno dei duelli che potrebbe risultare decisivo è quello a centrocampo tra Barella e Perrone. Due centrocampisti indicati dalla Gazzetta dello Sport come punti di riferimento fondamentali per le rispettive squadre.

Secondo la rosea, Barella è il giocatore più impiegato in campionato da Chivu. Un dato che, da solo, dice molto del peso che il centrocampista ha nei meccanismi nerazzurri. All’inizio della stagione aveva dichiarato di voler adottare un calcio più «conservativo», eppure resta tra quelli che coprono più chilometri in campo: gestisce, offre soluzioni, avanza, lancia l’esterno alla sua destra, cerca la sovrapposizione e poi un cross verso il centro o uno spiraglio per inserirsi. «Non ho più la brillantezza dei 23 anni», aveva detto. Ma, stando a quanto mostra in partita, non lo si direbbe.

In Serie A Barella ha già messo a referto una rete e due passaggi decisivi. Ben due di questi contributi sono arrivati con la fascia da capitano al braccio, complice l’assenza di Lautaro. Un ruolo, quello di leader, che il centrocampista sembra ricoprire con naturalezza: parla in campo, dà indicazioni, carica i compagni.

Dall’altra parte c’è Perrone, 23 anni, il regista difensivo incaricato di fare ordine nella mediana di Fabregas. Corsa, impostazione e recuperi: garantisce copertura sulla fascia destra, sia che giochi con Milla sia con Da Cunha. Nella scorsa stagione aveva vissuto il suo miglior campionato in Serie A, totalizzando 3 reti e 4 assist. In questo campionato il suo bottino è ancora fermo a zero, ma ha già dimostrato qualità anche in Champions League, con una rete al Lipsia e una sponda decisiva per Douvikas contro il Lens. La personalità, nota la Gazzetta, non gli manca: anche lui in qualche modo prova ad assolvere quel compito delicato. Perché, in mezzo al campo, la testa conta quanto le gambe.