L’analisi di Aldo Serena arriva dopo la trasferta di Rotterdam, dove l’ex attaccante ha assistito di persona al match tra Feyenoord e Inter. Nell’intervista rilasciata oggi a La Repubblica, ha tracciato le coordinate della sfida pomeridiana contro il Como.

«A San Siro l’Inter dovrà giocare così, alternando blocco basso e pressione alta, con umiltà e coesione. Il Como non perdona», ha dichiarato. Sul pericolo rappresentato dagli avversari: «Da Cunha e compagni hanno un fraseggio corto che destabilizza, ti divide e ti spezza. Parte dal basso, poi interrompe la ragnatela dei passaggi per verticalizzare. Il portiere dell’Inter non dovrà sbagliare nelle uscite».

Sul tecnico dei lariani, Serena non ha dubbi: «Fabregas ci proverà seriamente, anche perché contro l’Inter non ha mai vinto. È un allenatore illuminato. Un minuto dopo il 9-1 a Lens, già lavorava per far dimenticare ai suoi giocatori quel risultato eccezionale». Alla domanda se il Como potrà prendere esempio dal Milan nel derby, la risposta è netta: «Non prenderà esempio da nessuno, ha la sua idea di calcio. Il Milan è stato bravo a sfruttare un’Inter sfilacciata».

In assenza di Lautaro, chi guida i nerazzurri? «Tecnicamente, Thuram. Sa far lievitare la squadra. Come leadership, Zielinski è molto importante. E poi c’è Mkhitaryan, esperto di calcio e di vita». Su Esposito, autore del gol nel match di Rotterdam, e su Douvikas, capocannoniere in Europa: «Pio sa fare benissimo alcune cose, meno bene altre. Per aiutarlo servono velocità sugli esterni e cross. Douvikas è lucido in area, cerca la profondità e non finisce in fuorigioco, perché i compagni lo servono al momento giusto».

Chivu e Fabregas vengono entrambi da una generazione abituata al calcio cadenzato su ritmi serrati. Serena vede in questo un vantaggio: «A differenza dei colleghi più anziani, sanno usare i finali di partita anche per fare prove tattiche e dosare le energie, aiutati dai cinque cambi. E non se ne lamentano». Sul silenzio pre-partita di Chivu rispetto alle dichiarazioni di Fabregas, l’ex attaccante commenta: «Ogni allenatore deve essere fedele al proprio carattere. Mi sembrano scelte coerenti con le rispettive personalità».

Quanto pesa il risultato di oggi? «Molto. L’Inter deve dimostrare ai tifosi e a se stessa che quella del derby non era la vera squadra. Per il Como sarebbe un altro passo nella crescita, e resterebbe attaccato alla vetta».