Cinque cose che abbiamo imparato da Milan-Inter 1-1
L'analisi dopo il pareggio in Coppa Italia

Il match di andata di Coppa Italia tra Milan e Inter si è chiuso sul risultato di 1-1. Alla rete iniziale di Abraham, ha risposto il super gol dell’ex Calhanoglu che ha punito i rossoneri con una gran conclusione dalla distanza. In attesa del ritorno del prossimo 23 aprile che decreterà il passaggio diretto alla finalissima di Roma, ecco cinque cose che abbiamo imparato dall’ultimo derby Milan-Inter (QUI GLI HIGHLIGHTS DI MILAN-INTER) .
1) Il Derby della Madonnina si è concluso con un pareggio che lascia sentimenti contrastanti. L’Inter esce dal campo con un po’ di rammarico, consapevole di aver meritato qualcosa in più dopo tre stracittadine senza vittoria. Tuttavia, considerando la difficile situazione tra infortuni, un calendario fittissimo e la necessità di gestire le energie, non perdere questa sfida era fondamentale. Il punto conquistato può essere visto come un risultato positivo in un contesto complesso.
2) La vera nota negativa della serata è stata l’approccio con cui l’Inter è rientrata in campo dopo l’intervallo. A differenza di quanto avviene solitamente, i nerazzurri hanno sofferto un calo di concentrazione, pagato a caro prezzo con il gol di Abraham, complice un ritardo in marcatura di Bisseck. Il Milan ha dimostrato ancora una volta di essere una squadra capace di creare pericoli con poco, sfruttando ogni minima occasione per recuperare palla e ripartire in velocità.
3) Se il blackout di inizio ripresa ha rappresentato un problema, la reazione nel finale è stata la vera nota positiva. Nonostante le difficoltà, l’Inter ha trovato il pareggio e avrebbe addirittura meritato la vittoria per la pressione esercitata negli ultimi minuti. Questa risposta, in una situazione di estrema emergenza, è una dimostrazione di carattere e solidità che lascia segnali incoraggianti per il prosieguo della stagione.
4) Le assenze sugli esterni hanno complicato i piani nerazzurri, permettendo al Milan di chiudere meglio gli spazi in mezzo al campo e mettere in difficoltà la manovra interista. L’ingresso di Mkhitaryan al posto di Frattesi ha ridato fluidità alla manovra, rivelandosi una mossa azzeccata: un cambiamento che ha fatto sentire l’Inter nuovamente a suo agio. Tra i protagonisti silenziosi della partita c’è anche Josep Martinez, la cui sicurezza nelle uscite, sia basse che alte, ha dato tranquillità a tutta la squadra.
5) Ora lo sguardo si sposta sulla semifinale di ritorno di Coppa Italia, che si giocherà in casa dell’Inter e sarà decisiva per determinare chi andrà in finale. Il match si inserisce in una settimana complessa, con sfide cruciali contro Bologna e Roma che metteranno ulteriormente alla prova la tenuta fisica e mentale della squadra. L’Inter sta camminando su un filo sottilissimo, ma sta dando il massimo per restare competitiva su tutti i fronti. Con il possibile rientro di qualche giocatore, i nerazzurri potrebbero regalarsi grandi soddisfazioni.
ARTICOLO PRECEDENTE
ARTICOLO SUCCESSIVO