EDITORIALE – La settimana più decisiva dell’anno

EDITORIALE – La settimana più decisiva dell’anno

Il consueto editoriale settimanale sulle vicende nerazzurre, stavolta incentrato sull’immediato futuro: tra una settimana sapremo meglio di cosa sia realmente fatta la Beneamata e che ambizioni può permettersi di avere da qui a giugno. Come dicono in UK: wait and see

di Giorgio Crico, @gio_prankster

C’è stato un tempo, anche decisamente vicino, in cui sarebbe stato semplicemente impensabile credere che l’Inter, tra fine gennaio e inizio febbraio, avrebbe potuto ancora giocarsi una fetta grossa di stagione. Un tempo in cui neanche la qualificazione ai quarti di finale di Coppa Italia sembrava potesse essere scontata, figuriamoci andare allo Juventus Stadium da quarta forza in classifica.

Però Pioli ha già fatto un piccolo miracolo e ha sollevato la situazione al punto che i prossimi sei giorni saranno seriamente i più importanti dell’attuale stagione: una vittoria con la Lazio spalancherebbe la strada alle semifinali di coppa, riducendo ad appena tre le gare da vincere per tornare a sollevare un trofeo mentre far punti in casa della Vecchia Signora capolista equivarrebbe a proseguire con la striscia di risultati utili nonché continuare a restare in media con il trend che serve per provare a essere sul podio a fine anno.

Facile? Nemmeno per idea.

La Lazio è una bestia ferita, in questo periodo. Ultimamente non sta raccogliendo molto e, in più, sabato ha rimediato un ko interno col ChievoVerona che può solo aver esacerbato gli animi dei biancocelesti; i capitolini giocheranno una partita di alto profilo a San Siro anche perché potrebbero così mettere nel mirino l’eventuale semifinale contro i cugini della Roma (che dovrebbe proprio impegnarsi allo stremo per non battere il Cesena all’Olimpico).

È però ovvio che l’Inter dovrà provarci senza fare troppi calcoli nonostante domenica la aspetti l’orco juventino: è troppo importante per lo spirito di squadra e per l’autostima del gruppo che il Biscione possa arrivare a giocare una semifinale di un trofeo nazionale dopo quattro anni. Ne gioverebbero i tifosi, desiderosi di respirare un clima “decisivo” – per quanto in un trofeo minore – così come ne trarrebbero utile esperienza i giocatori, visto che l’attuale gruppo non ha mai avuto occasione di difendere i colori dell’Inter in una partita da dentro o fuori un minimo sentita e vagamente importante.

L’altro impegno che finirà di darci un’immagine completa dell’attuale Beneamata è, come detto, la sfida di Torino contro la Juventus, partita che già di per sé non è mai normale e che, domenica, sarà enormemente carica di significato. Prima di tutto perché i bianconeri vogliono sfruttare fino in fondo l’opportunità per dare un ulteriore messaggio alla Serie A dopo l’inciampo di Firenze, non ancora del tutto cancellato dalla memoria, aggiungendoci anche un pizzico di vendetta per come era andata a fine l’andata a San Siro. Inoltre, grazie al nuovo modulo decisamente offensivo che Allegri sta sperimentando, Madama arriverà all’appuntamento, tirata a lucido e pronta a una prima mezz’ora di fuoco incrociato a ritmi forsennati. In secondo luogo, l’Inter ha ovviamente bisogno di non sbagliare perché ha già perso troppe, troppissime partite fin qui e quindi – se vuole continuare ad alimentare il sogno impossibile del terzo posto – non può perdere punti. E non può perderne neppure allo Juventus Stadium, per quanto possa essere complicato.

L’anno scorso la fine di gennaio e l’inizio di febbraio hanno coinciso con la definitiva posa della pietra tombale sulle ambizioni di Champions League del gruppo allora guidato da Mancini, oggi lo stesso periodo coincide invece con uno snodo stagionale che, incredibile a dirsi sessanta giorni fa, può regalare ancora un significato rimarchevolissimo a questa stagione. E a noi piace così.

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