Il mercato estivo procede a rilento per l’Inter, ma il panorama della Serie A non è diverso. Al netto del Como, particolarmente ambizioso, tutti i club sembrano muoversi con cautela e pochi investimenti. La domanda da porsi è se siano Milan, Juventus, Napoli e Roma a dover ridurre il distacco dalla squadra di Chivu, oppure se sia l’Inter a dover aumentare il proprio vantaggio in campionato.

Non è solo il club nerazzurro a mostrare indecisione nelle strategie e nelle trattative: l’intero campionato italiano procede con lentezza, senza troppi capitali disponibili e privo di grandi progetti. Il mercato di basso profilo è diventato la norma, conseguenza di un calcio sempre più povero e meno sostenuto da presidenti-tifosi pronti a investire per passione. Quella fase appartiene ormai al passato, mentre oggi quasi tutte le proprietà in Italia puntano principalmente al guadagno, con il contenimento dei costi come priorità assoluta.

Nel mezzo di questa situazione, diversi allenatori come Spalletti e Gasperini esprimono apertamente il proprio malcontento per rinforzi che non arrivano e rose che faticano a decollare. Eppure l’Inter, guidata da un tecnico pragmatico e capace, mantiene la leadership. Questa è la certezza attuale, confermabile a fine luglio e probabilmente anche al termine di questa sessione di mercato finora avara di colpi. La supremazia nerazzurra resterà tale fino a prova contraria evidente.

Se in viale Liberazione si procede con cautela in ogni decisione, l’asse Marotta–Oaktree ha mantenuto fede a un aspetto fondamentale della propria linea: non vengono acquistati fuoriclasse, ammesso che esistano, ma soprattutto non vengono ceduti i giocatori più rappresentativi. Le colonne portanti restano, mantenendo un valore calcistico e di personalità che le tradizionali rivali della Serie A possono solo osservare da lontano. Il clima positivo spinge i giocatori a rimanere, senza cercare nuove destinazioni.

In un’estate in cui il caldo non scalda le trattative, che ovunque restano fredde e ferme ai blocchi di partenza, l’Inter rischia di restare simile a sé stessa in termini di ricambio e rafforzamento della rosa. Il club potrebbe perdere in imprevedibilità, ma i dirigenti hanno compreso che i pochi soldi disponibili sono merce rara, da non dilapidare e da trasformare in oro con grandi intuizioni. Per i nerazzurri e per tutti in Italia è ormai il mercato delle occasioni, dei buoni rapporti che evitano acquisti sbagliati ed esborsi irrazionali. Evitarli è già un successo, un sistema vincente.