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INTER SCUDETTO SERIE A

Inter, tre cose da fare per poter credere ancora nella vittoria dello Scudetto

Inter, tre cose da fare per poter credere ancora nella vittoria dello Scudetto - immagine 1

Analisi, ripartenza e attenzione ai dettagli: ecco cosa dovranno fare i nerazzurri

Alessio Murgida

La sconfitta dell'Inter contro il Bologna ha maledettamente complicato la corsa allo Scudetto della squadra di Inzaghi. Il tonfo del Dell'Ara, arrivato peraltro in malo modo con la papera di Radu, ha lasciato delle cicatrici che i nerazzurri dovranno essere bravi a ricucire. Nei tifosi serpeggia - giustamente - il malumore dopo la disfatta di Bologna ma noi di Passione Inter abbiamo provato a stilare una piccola lista di tre cose che l'Inter dovrà fare per poter vincere ancora lo Scudetto, Milan permettendo.

Inter

E anche se il destino, classifica alla mano, non è più sotto il nostro controllo ci sono comunque degli aspetti che l'Inter potrà - e dovrà - curare per credere fino all'ultimo nella ventesima stella.

1) Analizzare la sconfitta di Bologna per riprendersi controllo della partita

Si è parlato tantissimo dell'errore di Radu che ha sicuramente inciso sulla gara ma il peccato originale è un altro. Dopo una partenza sprint, con il super gol di Perisic (il più veloce in questo campionato per l'Inter), il pareggio al 29' di Arnautovic ha spezzato le gambe ai nerazzurri. Dal 29' al 45', l'Inter non ha più tirato verso la porta difesa da Skorupski: il colpo è stato sentito eccome.

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Alla ripresa, l'Inter è ripartita forte ma confusa: in 10 minuti, Dimarco ha tirato quattro volte (in ben tre occasioni dalla distanza): segno che in area di rigore non si riusciva a entrare. Al 55', c'è stata l'occasione forse più grande del secondo tempo con il colpo di testa di Correa, su angolo, poi parato dal portiere del Bologna.  Da quel momento in poi, la manovra offensiva dell'Inter è diventata sterile e inefficace. Il panico è poi salito definitivamente dopo il gol di Sansone sul grave errore di Radu.

Da questo piccolo racconto del match con il Bologna, si capisce immediatamente come l'Inter - dopo il pareggio di Arnautovic - non sia riuscita a controllare e indirizzare la partita a proprio favore ma piuttosto si sia lasciata andare, in bilico continuamente, fino alla mazzata del 2-1. Questa sarà la prima cosa da recuperare in fretta: cioè la capacità di dominare, non solo sull'avversario, ma anche sulla "vita" della partita.

É stato forse il punto di forza più importante dell'Inter ritrovatasi dopo la vittoria contro la Juventus. Soprattutto contro Roma e Milan, la squadra di Inzaghi ha dato l'impressione (dal primo all'ultimo minuto) di essere completamente matura, consapevole della propria forza e di come usarla e in quante dosi.

2) Rialzarsi come dopo la Juve, nessuna depressione post-Derby

Marottalo ha detto ieri: "Siamo inc***ti, non depressi". Questo è lo spirito con cui dovrà ripartire l'Inter. Lo stesso animo che aveva dimostrato di avere dopo la sconfitta per 3-1 nel girone di andata contro la Lazio, da cui i nerazzurri sono riusciti a creare poi un filotto di 9 vittorie e 2 pareggi in 11 partite. O, anche come dopo il trionfo allo Stadium: prima del match con la Juventus erano rimasti in pochi a credere fermamente nello Scudetto: un po' come adesso, no?

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Quello che l'Inter che non dovrà fare è soffrire il trauma di Bologna. In stagione, purtroppo, i nerazzurri sono stati già vittime della "depressione" dopo una delusione. Basti pensare al derby di ritorno dove la doppietta di Giroud ha infilato l'Inter in un buco nero da cui, con fatica, ci ha messo un po' a uscire. La speranza per il rush finale è che, diversamente dal periodo post-derby, l'Inter potrà contare sul suo perno Marcelo Brozovic. E proprio dai suoi big dovrà ripartire Inzaghi.

3) I big come esempi - Attenzione ai dettagli

Se è vero che nella scorsa estate la rosa nerazzurra ha vissuto uno scossone sul mercato, è anche vero che molti elementi dell'Inter scudettata sono rimasti. Da Brozovic e Barella a Perisic fino alla difesa e a Lautaro, questi elementi dovranno saper guidare i compagni "inesperti" alla conquista del titolo, proprio come l'anno scorso. Alcuni leader di questa rosa sono stati incredibili e costanti per tutta la stagione: basti pensare al muro Skriniar, al fondamentale Brozovic oppure allo stratosferico stato di forma di Ivan Perisic.

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Altri elementi, però, non riusciti a dare il solito (grande) apporto alla squadra: Lautaro ha vissuto un periodo buio senza gol, ora si è ripreso ma già a Bologna ha mostrato i segni del poco cinismo sotto porta di cui a volte soffre. Nicolò Barella ha iniziato al top, da assist-man, per poi spegnersi soprattutto in inverno. Adesso il 23 nerazzurro sembra essersi ritrovato dal punto di vista fisico, ma pecca ancora di nervosismo: a Bologna ha preso un'ammonizione senza senso e queste cose un leader deve saper imparare a non farle.

Lo Scudetto: i presupposti ci sono

Se l'Inter saprà ritrovare e fare i tre elementi che abbiamo elencato qui sopra, siamo convinti possa portare a casa le ultime quattro partite di questo campionato. I presupposti per una rimonta sul Milan ci sono, basti pensare al calendario dei rossoneri e alle squadre contro cui giocherà la formazione di Pioli.

Nel girone di andata, il Milan ha vissuto diverse difficoltà contro: Fiorentina, Verona, Atalanta e Sassuolo. Abbiamo confrontato i risultati di Inter e Milan - nel girone d'andata - contro le prossime avversarie:

UDINESE-INTER (All'andata Inter 2-0 Udinese)

INTER-EMPOLI (All'andata Empoli 0-2 Inter)

CAGLIARI-INTER (All'andata Inter 4-0 Cagliari)

INTER-SAMPDORIA (All'andata Sampdoria 2-2 Inter)

TOTALE INTER: 10 PUNTI 

MILAN-FIORENTINA (All'andata Fiorentina 4-3 Milan)

VERONA-MILAN (All'andata Milan 3-2 Verona)

MILAN-ATALANTA (All'andata Atalanta 2-3 Milan)

SASSUOLO-MILAN (All'andata Milan 1-3 Sassuolo)

TOTALE MILAN: 6 PUNTI 

Lautaro Martinez

In tutto questo, però, l'Inter avrà una partita in più (e che partita): la finale di Coppa Italia contro la Juventus di mercoledì 11 maggio (ore 21.00). Quel match potrà essere un'arma a doppio taglio. In primis perché i nerazzurri hanno dimostrato che, con una partita alla settimana, sono quasi impareggiabili. Il secondo motivo risiede ovviamente nel risultato: con una sconfitta, si potrebbe affondare; un successo però potrebbe lanciare fortissima l'Inter, magari verso il titolo.