Le dichiarazioni di Andy Diouf sul suo impiego in campo non sono passate inosservate in Francia. Il centrocampista dell’Inter aveva affermato: “Anche all’Inter gioco in una posizione non mia, ma l’importante è aiutare la squadra”. Parole che hanno suscitato critiche, in particolare da parte del giornalista Florent Gautreau durante il podcast ‘After Foot’ di RMC Sport.
“Non mi è piaciuta molto la sua frase a fine partita”, ha dichiarato Gautreau. “Ha detto che, in effetti, anche all’Inter non gioca nel suo ruolo e si percepisce che è deluso dal fatto di non giocare nel suo ruolo. Ha insistito molto su questo, dicendo che preferisce giocare altrove. Ho trovato curioso che, quando vieni convocato in nazionale francese, dove attualmente ti viene chiesto di giocare in una posizione più simile a quella che ricopri all’Inter, tu faccia un po’ lo schizzinoso e abbia questo tipo di atteggiamento”.
Il giornalista ha sottolineato come il ruolo di Diouf nel club nerazzurro non trovi corrispondenza nello schema della nazionale transalpina. “Quello che voglio dire è che ho trovato quello che ha detto un po’ fuori luogo. Capirei maggiormente se in un club ti battessi nel corso del tempo per trovare il ruolo che preferisci. Ma se arrivi in nazionale, tra virgolette, miracolosamente, perché è cambiato il commissario tecnico che ha voglia di vedere facce nuove, non credo che questa sia la prima cosa da dire”.
Secondo Gautreau, l’approccio giusto sarebbe diverso. “In quel caso pensi: ‘Farò quello che mi viene chiesto’, perché a lui non importa, ti può mettere a sinistra o come terzino sinistro, non lo so. Del resto, non conosco ancora abbastanza il modo di lavorare di Zidane. Può darsi che possa perdonarglielo, può darsi che possano parlarne”.
Il discorso si è allargato a una questione più ampia sui centrocampisti francesi. “C’è una questione reale sui centrocampisti che vengono arretrati o spostati di posizione. Camavinga, Zaïre-Emery, persino Tchouaméni, quando ha giocato difensore centrale con il Real Madrid: ogni volta che parlano, il concetto è: ‘Sì, sì, mi adatto, ma io voglio giocare a centrocampo’”, ha spiegato il giornalista.
“È una cosa che spesso viene espressa anche in maniera piuttosto aggressiva, come se vedessero questo spostamento come un arretramento, come una bocciatura, mentre i giocatori che abbiamo citato sono spesso molto bravi proprio in quei ruoli”, ha aggiunto Gautreau. “Ma soprattutto, insisto sulla giovane età del ragazzo. Ha la fortuna di essere convocato, di essere coinvolto in una nuova avventura. Io punterei tutto sulla comunicazione, dicendo: ‘Nessun problema, può farmi giocare dove vuole, io gioco’. Insomma, il classico atteggiamento. Quello di dire: ‘Se mi fai giocare portiere, vengo e gioco portiere’. Al contrario, se ti chiami Dembélé o Olise, sì, forse puoi dire: ‘A volte è vero, preferisco giocare qui o lì'”.