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Inter, anche senza Lukaku è un attacco da Scudetto: i numeri

Inzaghi (@Getty Images)

L’Inter di Simone Inzaghi, finora straripante in attacco e sofferente in difesa, sembra aver finalmente trovato la quadra. Come successo lo scorso anno anche con Conte, i nerazzurri dopo un avvio di rodaggio dei meccanismi difensivi sembrano...

Pietro Magnani

L'Inter di Simone Inzaghi, finora straripante in attacco e sofferente in difesa, sembra aver finalmente trovato la quadra. Come successo lo scorso anno anche con Conte, i nerazzurri dopo un avvio di rodaggio dei meccanismi difensivi sembrano finalmente aver ritrovato solidità e gli ultimi 2 clean sheet fanno ben sperare. Il dato che accomuna le due squadre però, nonostante le differenze, soprattutto nello stile di gioco, siano molte, è quello riguardante il reparto offensivo.

 Edin Dzeko e Lautaro Martinez (@Getty Images )

Dopo 11 giornate di campionato e 3 di Champions League infatti, l'Inter della passata stagione e quella attuale "pareggiano" alla voce goal segnati: ben 31. Se la squadra di Conte però era Lukaku dipendente (l'anno scorso dopo 14 partite era già a quota 11 goal segnati), quella di Inzaghi punta molto più al collettivo, con ben 13 giocatori in goal in 14 partite, ben 4 in più dei 9 della passata stagione. Il miglior marcatore ora è Dzeko con 8 reti, ma se l'anno passato dietro a Lautaro, Hakimi e Romelu c'era il vuoto, adesso ci sono anche le 4 reti di Correa, le 2 di Vidal, le 2 di Skriniar e le 2 di Dimarco. L'Inter ora è una cooperativa del goal, che non vive più solo di fiammate e ripartenze, ma di bel gioco e azioni manovrate. Ed è proprio per questo che che in tanti segnano e fanno segnare: chiunque può trovarsi in zona pericolosa.

A enfatizzare ancora di più la trasformazione è il dato sui goal dei vari reparti: se attacco e centrocampo "tengono botta" pur rimanendo leggermente staccati rispetto all'anno scorso, compensa la difesa: solo 3 goal l'anno passato e già ben 7 sotto la guida Inzaghi. Insomma le due squadre sono gemelle diverse: letali in attacco ma attraverso credi diametralmente opposti. Dalla ripartenza al bel gioco unito al possesso palla. La speranza è che anche Inzaghi a fine anno, pur trasformando profondamente la squadra, possa portare al successo i nerazzurri.

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