29 Giugno 2022

Torna la Lu-La: ecco come giocava e come potrebbe giocare con Inzaghi

come sarà la LuLa ora con Simone Inzaghi in panchina?

Romelu Lukaku e Lautaro Martinez (@Getty Images)

Dopo un anno di “esilio” (auto inflitto tra l’altro), Romelu Lukaku è sbarcato a Milano per tornare grande nella “sua” Inter. Il colosso belga in nerazzurro aveva instaurato un feeling straordinario, sia sportivamente che umanamente, con Lautaro Martinez. I due si supportavano e si intendevano a meraviglia ed è lecito aspettarsi che ora le cose possano tornare come prima. Ma cosa rendeva tanto speciale la loro coppia? E come potrebbe giocare con Inzaghi?

La Lu-La era tanto devastante perché perfettamente assortita e complementare. Entrambi sono molto abili di sponda, ma all’occorrenza quando Lautaro va incontro al pallone, Lukaku attacca la profondità. Proprio quello che è mancato quest’anno all’Inter di Inzaghi, spesso imbrigliata dai movimenti “fotocopia” di Dzeko e Lautaro. I due infatti, a differenza della Lu-La, si pestano spesso i piedi e, nonostante il Toro abbia cercato di diventare più centravanti puro per ovviare al problema, non ne ha la caratteristiche. Ora che la coppia dei sogni è riformata si può tornare a sognare in grande, specie perché Inzaghi ha sempre fatto rendere alla grande i propri attaccanti. Vediamo nel dettaglio, grazie alle Heatmap, le differenze tra la Lu-La e la coppia Dzeko-Lautaro e cosa potremmo aspettarci sotto la guida del tecnico ex Lazio.

IL PRIMO ANNO DI LU-LA

Romelu Lukaku e Lautaro Martinez (@Getty Images)

 

Heatmap Lukaku 2019-2020

 

Heatmap Lautaro 2019-2020

Il primo anno della Lu-La fu sicuramente molto positivo, più che dal punto di vista dei trofei (secondo posto in campionato e finale di Europa League persa), da quello realizzativo. I due infatti, occupando zone del campo differenti, riuscivano a fraseggiare ed intendersi a meraviglia. Come si può notare dalle Heatmap, Lukaku partiva sempre molto defilato e arretrato a sinistra, mentre Lautaro stava più sulla trequarti di centrodestra. Anche nelle zone dell’area riempite si può notare una certa sincronia. Insomma, già nel primo anno insieme, Lukaku e Lautaro non si pestavano i piedi, anzi.

I NUMERI DELLA COPPIA

LUKAKU

GOAL FATTI: 34

ASSIST: 6

PARTITE GIOCATE: 51

MINUTI GIOCATI: 4189

PARTECIPAZIONE AL GOAL OGNI: 104, 72

LAUTARO

GOAL FATTI: 21

ASSIST: 8

PARTITE GIOCATE: 49

MINUTI GIOCATI: 3595

PARTECIPAZIONE AL GOAL OGNI: 123,96

DATI DI COPPIA

GOAL DI COPPIA IN STAGIONE: 55 GOAL

 

IL SECONDO ANNO DI LU-LA

Lukaku Lautaro

Lukaku e Lautaro (@Getty Images)

 

Heatmap Lukaku 2020-2021

 

Heatmap Lautaro 2020-2021

Nel secondo anno di Lu-La, quello culminato con lo Scudetto, la differenza che rende tanto complementari i due si fa ancora più marcata. Lukaku parte sempre molto defilato, quasi da esterno, fraseggiando spesso in un binario dirompente con Hakimi e Barella. Lautaro invece occupa la sua zona sul centro destra, senza mai andare a incrociare le zolle col compagno di reparto. Un mix letale e perfetto, apoteosi della coppia più esplosiva della Serie A recente. Riusciranno a tornare agli antichi fasti? Magari con anche un Dybala in più a dar loro manforte?

I NUMERI DELLA COPPIA

LUKAKU

GOAL FATTI: 30

ASSIST: 10

PARTITE GIOCATE: 44

MINUTI GIOCATI: 3565

PARTECIPAZIONE AL GOAL OGNI: 89,12

LAUTARO

GOAL FATTI: 19

ASSIST: 11

PARTITE GIOCATE: 48

MINUTI GIOCATI: 3255

PARTECIPAZIONE AL GOAL OGNI: 112,24

DATI DI COPPIA

GOAL DI COPPIA IN STAGIONE: 49

GOAL DI COPPIA COMPLESSIVI IN 2 STAGIONI: 104 (64 LUKAKU E 40 LAUTARO)

GOL SCAMBIATI IN COPPIA: 19 (10 RETI DI LUKAKU SU ASSIST DI LAUTARO, E 9 DI LAUTARO SU ASSIST DI LUKAKU)

 

 

DZEKO E LAUTARO

Heatmap Lautaro 2021-2022

 

Heatmap Dzeko 2021-2022

A differenza della Lu-La, dall’Heatmap è evidente come Dzeko e Lautaro si pestino i piedi in continuazione. I due, pur essendo giocatori molto diversi sia fisicamente che tecnicamente, prediligono girare fuori dall’area, fraseggiando con i compagni e arretrando a prendere la palla. Questo ovviamente crea un buco in avanti, amplificato dal gioco di Inzaghi, basato molto sulla manovra e il fraseggio. Sono poche le volte in cui i due si sono trovati senza problemi in situazioni pericolose. La mancanza di profondità è stata una delle cause principali del grande dispendio di energie che è costato lo Scudetto in favore del Milan.

I NUMERI DELLA COPPIA

DZEKO

GOAL FATTI: 17

ASSIST: 10

PARTITE GIOCATE: 49

MINUTI GIOCATI: 3371

PARTECIPAZIONE AL GOAL OGNI: 124,85 MINUTI

LAUTARO

GOAL FATTI: 25

ASSIST: 4

PARTITE GIOCATE: 49

MINUTI GIOCATI: 3293

PARTECIPAZIONE AL GOAL OGNI: 113,55 MINUTI

DATI DI COPPIA

GOAL DI COPPIA (SU ASSIST RECIPROCI): 2 (2 RETI DI LAUTARO SU ASSIST DI DZEKO)

GOAL DI COPPIA IN STAGIONE: 42

LA LU-LA CON INZAGHI

Inzaghi rinnovo Inter

Simone Inzaghi (@Getty Images)

Cosa dobbiamo aspettarci dalla nuova versione della coppia Lukaku-Lautaro? Tra Inzaghi e Conte, le cose cambiano e anche di molto. Sono cambiate le fonti di gioco: Calhanoglu fa un grande lavoro ma ha meno precisione nell’ultimo passaggio rispetto ad Eriksen. Attenzione, quindi, in questo senso a Mkhitaryan che è invece è un maestro e avrà sicuramente un ruolo importante nell’Inter.

Robin Gosens e Denzel Dumfries (@Getty Images)

Sono cambiati gli esterni: da Perisic-Hakimi, gli esterni saranno Gosens-Dumfries. Quest’ultimi sono forse più complementari tra loro due ma tendono più a chiudere l’azione che ad iniziarla. In particolare, l’olandese è meno abile di Hakimi nello scambio stretto: se vi ricordate, l’asse Barella-Hakimi-Lukaku era uno dei punti di forza della gestione Conte.

Ci sono delle differenze di base, quindi, ma potremo capire soltanto a stagione in corso cosa sarà davvero la LuLa con Inzaghi. Ad oggi possiamo soltanto affidarci al passato, a quello che abbiamo visto nelle stagioni 2019-2020, 2020-2021.

Il ritorno di Lukaku beneficerà sicuramente Lautaro Martinez. Il belga, inoltre, sposta molto sull’impostazione della squadra. Inzaghi ha intenzione di cucire la squadra sulle spalle di Lukaku: il tecnico non stravolgerà il lavoro fatto l’anno scorso, ma sicuramente apporrà delle accortezze per sfruttare a pieno le potenzialità di Big Rom.