22 Novembre 2022

Ecco perché ai Mondiali si stanno dando tantissimi minuti di recupero

La spiegazione potrebbe provenire dalle dichiarazioni rilasciate da Collina poco tempo fa

14 minuti di recupero durante Inghilterra-Iran (@Getty Images)

recupero Inghilterra Iran

La sconfitta dell’Argentina contro l’Arabia Saudita per 1-2 non è l’unico evento sorprendente accaduto durante questi primi giorni di Mondiale in Qatar. Il filo conduttore che sembra aver legato quasi tutte le partite disputate fin qui, infatti, è quello dei minuti di recupero. 12 totali (6+6) nella partita inaugurale Qatar-Ecuador 0-2 – arbitrata dall’italiano Daniele Orsato -, ben 29 (14+11) in Inghilterra-Iran 6-2, 14 in Senegal-Olanda (3+11), 15 in Stati Uniti-Galles (4+11). Tempi extralarge a cui nessun tifoso è abituato, sebbene nelle ultime settimane, quantomeno in Serie A, si siano visti anche recuperi di 6, 7 o 8 minuti, nei secondi tempi.

È evidente che una motivazione univoca per spiegare questo fenomeno non possa esserci. Il tempo di recupero di una partita dipende strettamente dagli episodi che avvengono all’interno della partita stessa, che possono portare a maggiori o minori “tempi morti” da dover recuperare. Il caso più emblematico è quello che spiega i 14 minuti di extratime nel primo tempo di Inghilterra-Iran: dopo soli 8 minuti, infatti, il portiere iraniano Alireza Beiranvand è stato protagonista di uno scontro violentissimo col difensore Majid Hosseini, che lo ha costretto ad aiuti e medicazioni dallo staff per oltre 10 minuti.

Un cambiamento nell’approccio degli arbitri al calcolo del tempo di recupero, però, era stato annunciato qualche giorno fa da Pierluigi Collina, presidente della Commissione arbitrale della FIFA, intervistato sul canale YouTube di ESPN: “Se vogliamo più tempo attivo, dobbiamo essere pronti a rivedere anche il tempo di recupero. Pensate ad una partita con tre gol segnati: un’esultanza normalmente dura un minuto o un minuto e mezzo. Quindi con tre gol segnati, solo per le celebrazioni si perdono cinque o sei minuti. Questo tempo perso deve essere considerato e recuperato.

“Quello che vogliamo evitare è che una partita duri 42, 43, 44 o anche 45 minuti di gioco effettivo. Questo sarebbe inaccettabile”, ha proseguito Collina. Va evidenziata però anche un’altra cosa, che emerge dai dati raccolti dal profilo Twitter Opta Paolo. I minuti giocati in media nella fase a gironi del Mondiale in Qatar sono finora 106, a fronte dei 97 nella fase a gironi dell’ultimo Mondiale, quello di Russia 2018. Nonostante questa discrepanza, però, il tempo effettivo medio delle due competizioni è il medesimo: 55 minuti. In attesa di accumulare un maggior numero di dati per la competizione in Qatar, per il momento i numeri sembrano svelare che i maxi recuperi non stiano risolvendo il problema.

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