Moratti: “Rimango in società, l’Inter una passione e mai un’azienda. Essere interisti…”

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Massimo Moratti torna a parlare della cessione della sua Inter, delle trattative e di tutto il percorso intrapreso con Thohir e culminato nella giornata di ieri con l’annuncio. Ecco le parole del presidente al Corriere della Sera:

CESSIONE MAGGIORANZA – “L’idea di cedere la maggioranza è stata indotta sia dalla volontà che dalla necessità di dare più forza alla società. Ad agosto 2012 avevamo raggiunto l’accordo con i cinesi, che era molto interessante perché prevedeva la costruzione di un nuovo stadio. L’operazione poi non è andata a buon fine e altri si sono fatti avanti per rilevare una quota. Ho pensato che Thohir potesse essere il miglior acquirente, all’inizio si voleva cedere una quota di minoranza, ma la sua volontà è stata da subito quella di avere il 70% , dunque abbiamo lavorato su questo”.

LIBERAZIONE DA UN PESO DI BEN 18 ANNI? “Lo pensavo anch?io, ma in questo momento prevalgono ancora il senso di responsabilità e la speranza che tutto sia stato fatto bene e in maniera equilibrata, anche se i tempi sono stati lunghi. Quando cambi nella vita, non sai se ti dispiace oppure se ti adatti a un ritmo diverso. Ora forse c’è il sollievo di pensare che questa cosa l’hai messa in mani buone e sono sicuro di questo perché è gente molto perbene”.

COMMOZIONE – “E’ un momento di attenzione, nel quale non ci si può perdere nella commozione, poi i sentimenti sono quelli che appartengono a una situazione del genere. Ora  è il momento di verificare che tutto venga fatto per il bene della società».

ANIMA NERAZZURRA – “Ogni presidente dà una sua impronta, con il tempo ci potrà essere un?impronta anche diversa. L’importante è che sia sempre rispettosa di quella che è la storia dell’Inter, oltre che della propria attività. Credo che queste persone abbiano in mente anche questo”.

LA DELUSIONE DEI TIFOSI – Sì, i tifosi possono essere delusi dalla fine di una storia che ha visto la conquista di tanti trofei, ma questa sotto un certo aspetto continua perché rimango comunque nella società. Poi vedremo se questa mia presenza sarà utile”.

L’INTER: COSA E’ E COSA E’ STATA – “Non l’abbiamo mai considerata un?azienda, ma una passione. È stata qualcosa che sentimentalmente coinvolgeva molto mio padre e di riflesso tutti noi. Ed è per questo che, quando c’erano state numerose sollecitazioni per un ritorno, non mi è sembrato giusto continuare a rimanere impermeabile. Così è nata l’idea di tornare nel 1995”.

BINOMIO ISCINDIBILE – “Legarsi all’Inter significa avere la consapevolezza di compiere un viaggio avventuroso, che ti fa soffrire, ma che ti dà tante e continue emozioni”.

MIGLIOR COLPO – “Penso a Ronaldo e a quello che ha significato il suo arrivo, un grande investimento che in qualche modo ha cambiato la storia e ad Ibrahimovic, che ci ha aiutato a vincere tre scudetti”.

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