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OCCHI SULL’AVVERSARIO – La linea verde, lo stile di gioco e le certezze da ritrovare: il Milan in cinque punti

Raffaele Digirolamo

 Stefano Pioli, Getty Images

"Lo schieramento classico del Milan è il 4-2-3-1, dogma della formazione di Stefano Pioli. La presenza di una punta di riferimento come Zlatan Ibrahimovic influenza la fase di costruzione della formazione rossonera, che spesso cerca subito di verticalizzare per il suo centravanti piuttosto che cercare la costruzione dal basso. All’attaccante svedese spetta il compito di aprire poi gli spazi per gli inserimenti dei trequartisti, in particolar modo Rafael Leao o Hakan Calhanoglu.

Ma la fase di costruzione della formazione rossonera si serve anche dei suoi due mediani, che hanno sia compiti di rottura disturbando la manovra avversaria che di costruzione. Particolarmente importante è anche il ruolo di Theo Hernandez, che sfrutta lo spazio lasciatogli su quella corsia dagli inserimenti centrali dell’esterno d’attacco per spingersi in avanti e creare occasioni pericolose.

In fase difensiva, invece, il gioco di Pioli si caratterizza per un pressing alto con Zlatan Ibrahimovic che si abbassa sulla linea dei trequartisti per formare uno scudo di quattro giocatori pronti ad aggredire i portatori di palla avversari.

Nelle ultime due uscite, però, il Milan ha mostrato un atteggiamento più morbido e non tutto ha funzionato alla perfezione: il pressing in fase offensiva non è stato così asfissiante come nelle partite precedenti, gli avversari hanno trovato più spazio per muoversi ed anche le distanze fra i reparti si sono allargate. Una situazione che l'Inter dovrà provare a sfruttare per dare un colpo duro alle ambizioni scudetto dei cugini.

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