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Pazzini: “L’Inter è stata la più forte in cui ho giocato. I compagni erano macchine spaventose”

Giampaolo Pazzini, Getty Images

Il Pazzo è stato protagonista di un'intervista dopo il suo ritiro dal calcio giocato

Cesare Milanti

"Dopo una carriera costellata di gioie ed emozioni, Giampaolo Pazzini ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo. Innumerevoli le sue esperienze in giro per l'Italia, così come i gol siglati con svariate maglie indossate nel corso della sua avventura calcistica. Il Pazzo è stato protagonista di un'intervista su La Gazzetta dello Sport.

 Giampaolo Pazzini, Getty Images

"Ecco, dunque, le sue dichiarazioni: "Farò Il corso da direttore sportivo, così come l’Uefa Pro da allenatore: cercherò di capire la strada migliore. Ho smesso perché era essenziale che fossi io a decidere. E poi il fisico cambia per tutti, tranne per Ibra. La mia carriera? Pazzesca, è chiaro. Ho giocato con tanti campioni, in top club, la Champions, i Mondiali, ho fatto 115 gol in A. Per me ogni gol è come un figlio".

"E poi, prosegue: "L'Inter è stata la squadra più forte in cui ho giocato. I compagni erano macchine spaventose. Amici e nemici? Toni è stato compagno, amico e mentore. Nemico, sportivamente parlando, Materazzi. Quando lo sentivi arrivare faceva paura. Lo stesso Mihajlovic. Tecnicamente dico Cassano e Pirlo".

"Infine, sulle sue panchine: "Non ho mai criticato le scelte tecniche, bensì i modi. Stramaccioni per esempio mi disse "per me davanti c’è Milito, tu vieni dopo". È stato sincero e ho apprezzato. Altri hanno fatto i giochini. Scudetto? Sulla carta vedo favorite Juve e Inter. Il Milan lo metto come possibile outsider".