Quando il nuovo stadio sarà completato e San Siro verrà abbattuto, Inter e Milan hanno in programma di distribuire ai tifosi una parte significativa dei seggiolini del Meazza. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, i due club intendono regalare o vendere almeno 60.654 dei 75.817 sedili presenti nello stadio, trasformandoli in oggetti da collezione.

Ogni seduta pesa quattro chili e mezzo, per un totale di 273 tonnellate di plastica in meno da smaltire. L’operazione rappresenta solo il primo passo di un processo di demolizione articolato in cinque fasi distinte.

La prima fase, denominata strip out, prevede la rimozione di tutti gli impianti: cavi, quadri elettrici, lampade, riscaldamento, condizionatori, tubature e frigoriferi, per un totale stimato di 5mila tonnellate. A queste si aggiungono 2mila tonnellate di materiali elettronici, dai tornelli ai sistemi audio-video, sufficienti a riempire circa 200 container.

La seconda fase riguarda lo smontaggio della copertura, realizzata negli anni Ottanta per Italia 90. Le travi corte pesano 1.100 tonnellate, quelle lunghe 2.100, più i contrappesi e le zattere che costituiscono la copertura vera e propria. L’intera struttura in acciaio pesa tra 19 e 20mila tonnellate.

La terza fase prevede la demolizione vera e propria, che produrrà circa 225mila tonnellate di macerie, pari a 93.750 metri cubi. Quasi metà deriverà dagli spalti dei tre anelli, mentre le otto spirali e le 19 rampe aggiungeranno 85.200 tonnellate. Le 11 torri contribuiranno con altre 37.800 tonnellate.

Nella quarta fase le macerie saranno trattate direttamente sul campo, dove oggi si gioca a calcio. Il processo prevede due giri di frantumazione, separazione dei ferri dal cemento e divisione dei materiali da smaltire, con nebulizzazione continua d’acqua per evitare la formazione di nuvole di polvere.

La fase finale riguarda i costi: secondo il documento consegnato da Inter e Milan alle istituzioni, la demolizione di spalti, rampe e torri richiederà 65 milioni di euro. A questi vanno aggiunti 12 milioni per altre lavorazioni, 23 milioni per lo smaltimento del calcestruzzo e 6,5 milioni per consolidare la parte che sarà conservata. Il costo totale della demolizione ammonta a 127 milioni di euro.