Fabiano Santacroce ha ripercorso alcuni momenti significativi della sua carriera in una lunga intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport. L’ex difensore di Parma e Napoli ha svelato episodi curiosi e ricordi personali legati ad alcuni protagonisti del calcio italiano.
Tra gli avversari più difficili da affrontare, Santacroce ha citato Pato nella sua prima stagione al Milan, definendolo impossibile da marcare. Ma è Hernan Crespo ad aver lasciato un’impressione particolare: “Aveva un’intelligenza tattica smisurata. Ricorda la scena della partita in spiaggia in ‘Tre uomini e una gamba’? Ecco, sfidare Crespo era così. All’improvviso spariva, sembrava fosse nascosto sotto la sabbia”.
L’ex difensore ha poi raccontato un episodio legato ad Antonio Cassano durante una partita contro la Sampdoria: “Ero teso, loro avevano una bella squadra. A un certo punto sento: ‘Santa, Santa’. Era Antonio, che mi dice: ‘Guarda cosa faccio adesso’. Andò da un mio compagno di squadra, che lui conosceva bene, e gli strizzò il sedere. Scoppiammo tutti a ridere, in piena partita. Era un folle”.
Tra i ricordi napoletani, Santacroce ha svelato una rissa con Lavezzi nel 2008, al suo arrivo in azzurro: “Durante una cena, Lavezzi iniziò a lanciarmi cubetti di ghiaccio. Io reagii scagliando una bottiglia di Coca-Cola che colpì il gruppo dei sudamericani. Ci fu una maxi-rissa con un inseguimento sul lungomare di Napoli. Eravamo circa 10 auto, fu un delirio. Il giorno successivo ci siamo confrontati e abbiamo chiarito. Da quel momento siamo diventati grandi amici”.
L’intervista si è chiusa con un aneddoto su Marco Materazzi: “In un contrasto in area, cademmo entrambi e mi colpì in pieno volto. Era il mio idolo, l’unico giocatore a cui avrei voluto chiedere la maglia. Non ci siamo mai più incontrati, ho ancora i segni della sua pedata”, ha concluso sorridendo l’ex difensore.