Sconcerti: “Inter, Eriksen non è mai un errore. Conte cambi modulo come fece per Hazard”

Il giornalista lancia il focus sul centrocampista arrivato dal Tottenham

di Antonio Siragusano

In pochi, fino a qualche mese fa, si sarebbero aspettati di vedere a gennaio Christian Eriksen indossare la maglia dell’Inter. Ancor meno, invece, avrebbero potuto prevedere un inserimento lento del centrocampista danese all’interno della rosa di Antonio Conte. Il tecnico ha già provato diverse soluzioni tattiche in alternativa, per esaltare al meglio le qualità del proprio top player, ma una vera dimensione – ad oggi – non sembra averla ancora trovata. Secondo quanto scritto nell’analisi di Mario Sconcerti questa mattina sul Corriere dello Sport, è solo questione di tempo. Come fatto con Eden Hazard al Chelsea, una collocazione in nerazzurro si troverà anche per Eriksen. Questo il commento del giornalista:

IL RUOLO – “Eriksen come mezzala avrebbe bisogno di due centrocampisti fissi alle spalle, ma questo cancella il ruolo del regista, spesso occupato dal migliore della squadra. Nell’Inter è Brozovic. Con Eriksen nel suo ruolo le squadre finiscono per pendere da una parte. C’è bisogno di aiuti dalle fasce abbastanza continui. Puoi compiere questi sacrifici se fai di Eriksen lo scopo di tutto. Ma devi essere ben ripagato. Questo non può accadere sempre. E quando accade anche di meno porta il ragazzo in panchina, come successo in questa stagione al Tottenham”.

COME HAZARD – “Puoi forse impiegarlo come Zeman impiegò Totti, sulla fascia sinistra. Ha reso bene anche in quel ruolo, è uno che quando va in verticale con la palla al piede, spezza il campo e conclude. Ma significa rinunciare a tutto un assetto. Sono sacrifici che lo stesso Conte fece al Chelsea quando passò dal suo schema abituale al 3-4-1-2 proprio per mettere Hazard in condizioni di stare in partita. E vinse il campionato. È auspicabile succeda anche all’Inter, perché Eriksen assomiglia davvero a un grande giocatore. Non deve essere scoperto, deve capire lui e deve essere capito dagli altri. Eriksen non è mai un errore. Ha comunque tre volte il valore per cui è stato pagato su qualunque buon mercato europeo. È che noi vorremmo fosse Dybala o Pirlo, ma lui è una via di mezzo, un’ottima integrazione”. 

IN NAZIONALE – “È stato il giocatore più giovane del Mondiale in Sudafrica, aveva 18 anni, giocò per 44 minuti. Non è una leggenda, è una proposta di ottimo calcio. Non ama correre senza palla, ma ha un ottimo senso dell’inserimento. Conte lo sa. Eriksen fu quello che fermò la corsa del Chelsea dopo tredici vittorie consecutive. Se rinunciano a qualcosa entrambi, la sottrazione potrebbe dare un risultato straordinario”.


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