Sommer torna a San Siro, stavolta da avversario. Il portiere svizzero, oggi al Bruges, affronterà domani sera l’Inter al Meazza e alla Gazzetta dello Sport ha rilasciato un’ampia intervista in cui ripercorre gli anni in nerazzurro e guarda alla partita con emozione ma anche con determinazione.
Sul Bruges, Sommer traccia un profilo preciso: «Un progetto diverso rispetto all’Inter, un differente modello di business. Qui danno fiducia ai giovani, che possono crescere in campionato e fare esperienza in Champions. Abbiamo strutture paragonabili a quelle dei grandi club europei ed è un ambiente ottimo per i giovani, ma anche per quelli meno giovani come me. Mi sento bene e ho ancora una grandissima motivazione».
Sul mancato rinnovo con l’Inter, lo svizzero non ha rimpianti: «No, assolutamente. Ne abbiamo parlato insieme e sia il club sia io abbiamo deciso che fosse il momento giusto per separarci. È stato tutto perfetto, il rapporto tra noi è ancora ottimo. Ho amato la maglia dell’Inter e ho amato San Siro: è stato un capitolo straordinario della mia carriera». In quei tre anni, ricorda, «siamo stati i migliori d’Italia» e ritiene che i nerazzurri lo siano ancora.
Difende poi il suo successore tra i pali: «Critiche a Pepo Martinez? È un ottimo portiere, con potenziale, e poi un bravissimo ragazzo: avevamo un gran bel rapporto a Milano. Ho visto alcune partite e non sono d’accordo con i giudizi: sta facendo bene, ma giocare nell’Inter è difficile, c’è tanta pressione. Sono felice che abbia questa possibilità e che sia andato in nazionale: lo meritava, l’Inter ha investito su di lui».
Alla domanda sul momento più bello vissuto in nerazzurro, Sommer non ha dubbi: «La notte incredibile e folle contro il Barça. E le due feste sul bus a Milano, circondati da un amore infinito». Sul rimpianto più grande, la finale di Champions persa: «Cerco di non averne. Perdere una finale è una delusione enorme, ma non fa più male come allora. Il Psg era molto più riposato di noi e nulla ci toglierà l’orgoglio del percorso».
Parole di stima anche per Esposito: «Lo adoro Pio. È umile, un bravissimo ragazzo. Ha tanta potenza e grande fisico. Rappresenta la nuova generazione dell’Italia. All’Inter ci sono Lautaro e Thuram, due top, ma sono giocatori diversi. Sono convinto che Pio giocherà molte più gare, in certe situazioni hai bisogno di uno così».
Sulla squadra che ritroverà domani, il portiere è netto: «L’Inter ha la qualità per vincere la Champions. Per me sarà speciale ed emozionante affrontarla, uscire dal tunnel e vedere San Siro: è un’immagine che ho ancora in mente, ma io e i miei compagni cercheremo di rendere la serata difficile. I tifosi nerazzurri sono speciali, come è speciale l’Inter. Ma, perdonatemi, adesso difendo il Bruges e voglio vincere di nuovo a San Siro».