Roj, responsabile del progetto Sportium: “Milano si è evoluta, San Siro no”

Roj, responsabile del progetto Sportium: “Milano si è evoluta, San Siro no”

Massimo Roj, responsabile del progetto Sportium, ha parlato della necessità di edificare un nuovo San Siro che rispecchi la crescita urbanistica di Milano

di Stefan Valente

Si è tenuta nella giornata di ieri la Conferenza di Servizi da cui è emerso un assenso condizionato scper la costruzione del nuovo stadio di Milano. Due i progetti che saranno valutati dai club: la Cattedrale di Populous e gli Anelli di Sportium. Massimo Roj, responsabile del progetto Sportium, ha espresso la propria opinione sulla fattibilità di una ristrutturazione di San Siro e sulla convenienza di edificare un nuovo impianto in zona San Siro: “Il nostro progetto nasce dalle esigenze del territorio, non è una cattedrale nel deserto, è un qualcosa che deve servire ai cittadini, ai residenti, agli sportivi e poi anche ai turisti. E’ un progetto a misura d’uomo. San Siro è nato 90 anni fa e la città si è sviluppata intorno senza mai integrarlo. Il nostro progetto innanzi tutto è un progetto di integrazione e di rigenerazione urbana. È un territorio che va restituito ai cittadini con funzioni miste, commercio, terziario, retail, servizi e come elemento di connessione una grande area verde che diventa il fattore determinante del progetto. Sarà il più grande parco pensile d’Europa con i suoi sette ettari“.

Sulla volontà dei club di mantenere una traccia del vecchio San Siro, Roj ha dichiarato. “Il nostro progetto ha due elementi che ricordano il Meazza. All’ingresso Ovest il muro con le targhe delle coppe vinte dalle squadre. Ma soprattutto alla sommità del parco pensile verrà riportato lo storico prato di San Siro che non sarà più solo per pochi intimi ma aperto alla città e per coloro che ci abitano. Inoltre la collina si affaccia sul fronte est con dei terrazzamenti che ricordano le gradinate di San Siro. Su questi terrazzamenti abbiamo inserito delle vigne che produrranno il vino di Milano. Perché dovremmo vincere? Perché è un progetto che nasce dal cuore e dalla milanesità“.

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