CHE FINE HA FATTO – Christian Panucci, dai diverbi con Sacchi e Lippi ad allenatore in seconda di Capello

Christian Panucci, terzino destro e centrale della nazionale italiana e vincitori di due Champions League

di Luca Zuaro

Campioni, meteore, mancate promesse e tanto altro: la storia dell’Inter è ricca di profili che, in un modo o nell’altro, hanno lasciato la propria impronta. Ogni squadra ha il suo Pelé brasiliano, ma non è escluso che possa avere anche il Pelé portoghese.
La rubrica “Che fine ha fatto?” di Passioneinter.com rivela qual è stato il destino di chi è riuscito a lasciare la sua traccia e di chi invece è passato inosservato. Oggi è il turno di Christian Panucci.

PRIMA DELL’INTERPanucci nasce calcisticamente in liguria dove cresce nelle giovanili di Veloce e Genoa. Mettendosi in mostra sin da subito, Christian fa il suo esordio in Serie A proprio con la maglia del Grifone nella stagione 91-92. La stagione successiva, il difensore italiano disputa un campionato di altissimo livello suscitando l’interesse di molti club importanti; tra questi la spuntò il Milan che si assicurò il cartellino nella stagione 1993-94. Con la maglia rossonera militò per tre stagioni e mezzo aggiungendo al palmares ben 6 titoli tra cui una Champions League. Dopo l’exploit con la maglia del diavolo Panucci passò al Real Madrid, complici anche alcuni diverbi con Arrigo Sacchi, diventando il primo italiano nella storia a vestire la maglia delle Merengues. Nonostante la vittoria di una Champions League la sua esperienza spagnola non fu però all’altezza delle aspettative.

L’ESPERIENZA NERAZZURRA – Terminata l’avventura madrilena, Panucci passò all’Inter per 18 miliardi di lire. In nerazzurro trovò Marcello Lippi sulla panchina; il giocatore al tempo si disse entusiasta di lavorare con lui ma con il passare del tempo i rapporti con il tecnico si incrinarono. La rottura definitiva avvenne in una partita di campionato contro il Bari; Lippi chiese infatti a Panucci di svestirsi della tuta e di entrare in campo, ma per un’incomprensione questo non avvenne e dopo quest’episodio la ferita non si richiuse più. Questa esperienza breve e turbolenta con la maglia nerazzurra lo portò a collezionare solamente un quarto posto ed una sconfitta in finale di Coppa Italia. Dopo una sola stagione l’Inter decise di cederlo in prestito al Chelsea; nonostante la vittoria della supercoppa d’Inghilterra il trascorso con i blues non fu dei migliori e dunque Panucci non venne riscattato l’anno successivo. Il ritorno a Milano non era previsto ed infatti i nerazzurri trovarono un accordo per un prestito con diritto di riscatto con il Monaco, che a sua volta, una volta esercitato il riscatto, lo cedette di nuovo in Italia, alla Roma. Nella capitale Panucci trovò una seconda giovinezza diventando una bandiera del club e militando con la maglia giallorossa per ben 9 stagioni. Dopo l’esperienza capitolina, ci fu solo una stagione con la maglia del Parma a separarlo da un ritiro già annunciato.

CHE FINE HA FATTO – Una volta appese le scarpette al chiodo, Panucci ha voluto continuare la sua esperienza nel mondo del calcio, diventando opinionista Sky nell’agosto del 2010, per poi passare a Fox Sports nel 2014. Nel mezzo di queste due esperienze, precisamente nel 2012, l’ex terzino ha anche collezionate un’esperienza dirigenziale come responsabile dell’area tecnica nel Palermo del presidente Maurizio Zamparini, con il quale però ci furono alcuni fraintendimenti e diverbi. Nel luglio dello stesso anno Panucci venne anche chiamato da Capello come suo vice sulla panchina della nazionale russa, dalla quale si separò nel 2014 a causa di mancati pagamenti della federcalcio locale. Dopo l’esperienza televisiva invece, Panucci ha avuto due esperienze come tecnico: nel 2015 sulla panchina di un Livorno in lotta per il ritorno in Serie B, e nel 2017 sulla panchina della nazionale albanese in sostituzione del dimissionario Gianni De Biasi, e dalla quale si separò solo in seguito ad un esonero nel marzo 2019.

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