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Stramaccioni : “Sempre grato per la fiducia all’Inter, ho lavorato con dei campioni immensi. Screzi? Quello che succede nello spogliatoio rimane lì”

L'ex allenatore nerazzurro ha parlato durante una diretta social della sua esperienza sulla panchina meneghina

Pietro Magnani

"Andrea Stamaccioni, ex allenatore dell'Inter nel periodo di ricostruzione post triplete, ha parlato della sua esperienza nerazzurra durante una diretta Instagram sul profilo di pavullo_fcf. Spaziando dall'inizio di carriera dopo i terribili infortuni che ne hanno stroncato il futuro da calciatore fino agli apici toccati nella sua breve esperienza in prima squadra.

"Stramaccioni non dimentica, nonostante l'epilogo non idilliaco, quanto l'Inter sia stata fondamentale per lui: "A livello di settore giovanile ho avuto la fortuna di lavorare all'Inter e nella Roma, due dei più grandi di Italia. Ci sono arrivato molto giovane e devo ringraziare moltissimo Samaden per la fiducia che mi ha dato, per l'opportunità di dimostrare il mio lavoro. L'Inter è un esempio per la mentalità che ti viene trasmessa fin dalle giovanili, per l'identità che ti viene instillata".

""Se ero già pronto per la Serie A? Non so, non si può mai sapere nella vita cosa ti succederà, non è facile parlare col senno di poi. Non si possono sapere le cose in anticipo. Dopo quella grande vittoria in Youth League con dei ragazzi straordinari all'Inter, Moratti mi diede la grande possibilità di allenare la prima squadra. Lo ringrazierò sempre, ma era il sogno della mia vita, non ho fatto tanti calcoli. Accettai quella sfida e diedi il massimo per non deluderli, poi è andata come è andata. Ma sarò sempre enormemente grato a tutti".

"Stramaccioni ha poi proseguito: "L'impatto dalle giovanili alla prima squadra è sempre enorme, figuriamoci in una squadra come l'Inter. C'erano giocatori fenomenali in rosa, Julio Cesar, Samuel, Lucio, Cordoba, Maicon, Zanetti, Cambiasso, Sneijder, Stankovic, Milito. Non era una prima squadra qualsiasi, era un gruppo fantastico, di campioni e di vincenti. Mi hanno aiutato a capire lo spogliatoio, soprattutto Javier che era un grandissimo capitano. C'erano 7-8 leader importanti. Erano campioni che lavoravano sempre qualche ora in più, davano tutto per migliorarsi. Erano un esempio per tutti".

""Screzi coi giocatori all'Inter? In uno spogliatoio i veri uomini si preparano a essere sotto pressione. Come dei gladiatori che devono entrare nell'arena. Quindi è normale ci siano tensioni e nervosismi. L'importante è che gli screzi e i battibecchi restino nei limiti del rispetto, anche se si hanno opinioni diverse. E poi, regola fondamentale, quello che succede nello spogliatoio resta lì. Perché il gruppo è fondamentale, io devo dare tutto per te e tu dare tutto per me anche se non ci stiamo simpatici. Quello che succede nello spogliatoio deve restare nello spogliatoio".

""Quando arrivai all'Inter pensai che se mi hanno scelto lo avevano fatto per qualcosa che sapevo fare. Quindi non stravolsi il mio modo di lavorare, feci quello che ero in grado di fare, rimasi me stesso. Come allenatore devi essere freddo, non farti prendere da emozioni, ma quando entri a San Siro è qualcosa da pelle d'oca. Pensa entrarci dovendo portare l'Inter alla vittoria, è qualcosa di indescrivibile, hai un peso addosso che può sotterrarti"

"Conclusione poi di "cuore" con le partite più importanti della sua esperienza nerazzurra: "La mie partite più belle all'Inter sicuramente sono il Derby vinto 4 a 2 con il Milan che si giocava lo scudetto alla penultima giornata. Il Milan di Ibra insomma. E poi naturalmente il 3 a 1 allo Juventus Stadium contro la Juve, dove non aveva ancora mai vinto nessuno. Belle per me e ovviamente per i tifosi. Non dimenticherò nemmeno il mio esordio in Serie A: 3 rigori contro al Meazza, sembrava un incubo!".