Veltroni: “Sensi, Barella e gli altri: i club imitino la Nazionale di Mancini. In Italia per giocare devi essere un fenomeno”

I due sono i fiori all’occhiello del centrocampo di Conte e della Nazionale italiana

di Lorenzo Della Savia

Ci si prova, da decenni, a politicizzare il calcio: ma il risultato è che – ogniqualvolta ci si provi – il calcio va per le sue strade e la politica, inevitabilmente, segua i suoi lidi: e così accade anche un ex politico, parlando di calcio, si trovi a pronunciare frasi che – lette tra le righe del linguaggio post-democristiano – non lo si sarebbe mai sentito pronunciare a un comizio. Per esempio: “In Italia per giocare titolari bisogna essere fenomeni assoluti da giovani”. Firmato, Walter Veltroni a Sky Sport 24.

Infatti, l’ex segretario del Partito Democratico ed ex Sindaco di Roma – ma anche (!) giornalista e commentatore sportivo -, parlando della situazione dei giovani talenti italiani, ha pronunciato esattamente questa frase. Che poi è una realtà, come a dire: o sei un fenomeno oppure – causa l’esterofilia di cui il calcio italiano si fa spesso preda – gioca uno straniero meno bravo e più sponsorizzato. E invece la linea da seguire, ad avviso di Veltroni, sarebbe un’altra.

Per esempio: “Le squadre di Serie A dovrebbero prendere esempio dal lavoro di Mancini con la Nazionale. L’Italia dell’ex tecnico nerazzurro gioca benissimo, è un dato di fatto sotto gli occhi di tutti”. E ci giocano talenti italiani, alcuni anche dell’Inter o ex interisti: “Barella, Locatelli, Castrovilli, Sensi, Zaniolo, garantiscono un alto tasso qualitativo”, conclude. Fenomeni assoluti da giovani? Forse. E loro, a loro vantaggio, hanno che giovani lo sono ancora.

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