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Venezia-Inter, Ranocchia: “Mi sono divertito nelle ultime partite, gruppo straordinario”

Venezia-Inter, Ranocchia: “Mi sono divertito nelle ultime partite, gruppo straordinario”

Il centrale: "Mi sono divertito tantissimo a giocare queste due ultime partite importanti: è una soddisfazione"

Alessio Murgida

Andrea Ranocchia, difensore dell'Inter, ha parlato in conferenza stampa in vista del match contro il Venezia di sabato sera (ore 20.45). Il centrale ha parlato del suo momento e di quella squadra con uno sguardo alla sua lunga carriera nerazzurra. Di seguito le sue parole:

 Andrea Ranocchia (@Getty Images)

Perché secondo te Inzaghi si sta dimostrando un allenatore da Inter?

"A me non piace fare paragoni con il passato. Il mister al momento ha dimostrato di saper gestire un gruppo di grandi giocatori, mi auguro continui così".

Cosa ti rende orgoglioso del tuo percorso nell'Inter?

"Sinceramente mi sono divertito tantissimo a giocare queste due ultime partite importanti: è una soddisfazione. Giocare con questi ragazzi mi rende felice nel percorso della mia carriera. Ma domani dovremo affrontare una nuova partita".

Ti senti pronto per affrontarne una terza di partita?

"Innanzitutto non so ancora se giocherò. Il mister sta facendo le sue valutazioni. Io sono sempre pronto, l'importante è che la squadra continui a fare quello che sta facendo".

Puoi identificare un momento in cui c'è stata la svolta negli ultimi anni?

"Un momento ben preciso no. È cambiato il mio modo di affrontare la giornata, l'allenamento e la partita. Con l'età si matura. Al momento sto molto bene. Poi gli allenatori che sono passati mi hanno dato una grande mano: a partire da Spalletti, Conte e ora Inzaghi. E soprattutto il gruppo di ragazzi".

Da senatore dello spogliatoio ora, chi è stato a prenderti per mano quando sei arrivato?

"Sinceramente è un po' esagerato il discorso del senatore. Ognuno fa quello che può".

"Quando sono arrivato all'Inter, c'erano dei grandi campioni. Tutti si erano aperti ai nuovi elementi. Ci hanno subito indirizzato nella mentalità".

Hai fatto una lunga carriera nell'Inter, ti è dispiaciuto non essere utilizzato con grande continuità?

"Questo è più un problema degli altri che mio. Il modo di approcciare uno sport di squadra credo sia questo: farsi trovare sempre pronto. Poi, se non sono stato schierato vuol dire che non era il mio momento".

Cosa vi ha permesso di restare uniti nonostante gli addii di quest'estate?

"In primis il gruppo che si è formato in questi anni. Abbiamo perso pedine importanti però la società ha lavorato nel migliore modo per rimpiazzarli. È più un fatto di mentalità che di nomi. Siamo sulla strada giusta per non far rimpiangere il passato".

Quale squadra reputi più pericolosa nel lungo termine per la lotta al campionato?

"Domanda difficile, incidono troppo cose. Sono tante equilibrate davanti. In questo momento siamo un po' indietro ma ci siamo: questo è l'importante".

Brozovic è un tuo grande amico, si parla spesso del suo rinnovo. C'è qualcosa che gli hai detto? Come lo vedi?

"Non ne ho proprio idea. L'importante è che lo vedo come lo sto vedendo negli ultimi 5/6 anni":

Sembra sia tornata la sensazione che l'Inter possa decidere il proprio destino: è vero?

"Sono sensazioni esterne ma, a livello nostro, è una sensazione che abbiamo dall'inizio. Sappiamo che se ci alleniamo in un certo modo, possiamo arrivare lontano".

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