Vieri a tutto tondo: “Hakimi il migliore al mondo, Lukaku è una forza della natura. Inter da scudetto, Conte…”

L’ex attaccante ha rilasciato un’intervista in vista del derby di sabato

di Raffaele Digirolamo, @RaffaDigi97

Manca ormai sempre meno fra al derby fra Inter Milan, in programma sabato prossimo alle ore 18. Per avvicinarsi alla sfida La Gazzetta dello Sport ha intervistato un grande doppio ex dell’incontro, Christian Vieri, che ha parlato a tutto tondo della gara.

Un derby alla quarta di campionato può influenzare una stagione?

“Bello, mi piace e mi fa anche ricordare il mio esordio con l’Atletico Madrid, contro il Real. Ma alla domanda rispondo: no, zero”.

Inter-Milan si può sintetizzare anche così: esperienza contro gioventù. Cosa può pesare di più?

“Ci vuole un po’ di entrambe le cose, ed entrambe le squadre in realtà le mescolano. All’Inter gente come Nainggolan e Vidal farà bene, ma si è aggiunta anche la freschezza di Hakimi. Il Milan è giovane, ma ha un numero uno, il “vecchio” Ibra: ribadisco, farà più di venti gol”.

Da centravanti: meglio i cross di Hakimi o di Theo Hernandez?

“Fortissimi tutti e due, la foto della qualità che sta tornando anche all’Inter e al Milan, non solo sulle fasce. Però Hakimi in questo momento è il miglior esterno destro del mondo: devastante”.

Da difensore (che non è stato): avrebbe più paura di Lukaku o di Ibrahimovic?

“Lukaku è “Unstoppable”, il treno del film con Denzel Washington: una forza della natura. Gli dai cinquanta metri di campo e lui ti sbrana, palla addosso il difensore non riesce ad anticiparlo mai. Ibrahimovic è l’esperienza che non ha eguali e racchiude tutto: tecnica, visione di gioco, il suo segnare, il far segnare e pure far giocare bene la sua squadra, perché alza il livello di qualità di tutti».

Cosa rivede in Lukaku?

“Il sinistro e i chili, ma lui è anche più grosso di me. E come gioca per la squadra: mi capita di guardarlo e dire “Ah, quella giocata l’avrei fatta anch’io così”, soprattutto quando cerca l’uno-due per mandare dentro gli altri. Per quello lui e Lautaro sono perfetti, insieme»”.

Ha mai pensato che Conte avrebbe lasciato l’Inter?

“No e comunque sarebbe stato un grande errore. Antonio è uno che chiede tanto, ma dà tanto: in pochi sanno cambiare una squadra in pochi mesi come lui. E ora ha l’Inter per vincere il campionato, sicuramente per giocarsela”.

Ma quando era il suo capitano martellava così tanto?

“Fascia o non fascia, da dietro rompeva le palle. Sentivi in continuazione: “Vai, vai, sali a pressare, vai a prenderli”. Lo ascoltate in tv? In questo non è cambiato di una virgola”.

A quando il suo prossimo sfogo?

“Antonio è così, se lo prendi sai chi prendi: se vuoi un pupazzo scegli un pupazzo, e si sa chi sono; se vuoi Mourinho o Conte, li prendi, sai che avrai un allenatore di personalità e, però, poi non ti devi meravigliare se ogni tanto sbotta. Quando prendevi Vieri era lo stesso: sapevi che io non sarei stato zitto”.

Ma questa è un’Inter da trequartista o no?

“Per me quel sistema di gioco è sempre un punto interrogativo. Conte deve andare avanti ascoltando solo se stesso, i giocatori li vede lui tutti i giorni, mica noi: sa quando, e soprattutto se, giocare con un trequartista”.

Nainggolan, Eriksen, forse Brozovic: troppi giocatori non titolari «ingombranti»?

“Le faccio cinque nomi in attacco: Vieri, Ronaldo, Baggio, Zamorano, Recoba. Tutti insieme, ma nessuno si sentiva ingombrante: alle grandi squadre per vincere servono tanti giocatori importanti. E tanta pazienza. Se vai all’Inter devi mettere in conto un rischio: forse non giocherai”.

Inter da scudetto e Milan da Champions League?

“Inter da scudetto sì, Milan da Champions è dura. Ma nel calcio non si sa mai”.

Conte ha voluto così fortemente Vidal?

“Qualità, personalità, esperienza: lo ha già avuto e sa quello che gli può dare. E ricorderei che arriva dal Barcellona…”.

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