Borja Valero: “Inter, sono il tuo dodicesimo titolare. Futuro? Non voglio chiudere nessuna porta”

Borja Valero: “Inter, sono il tuo dodicesimo titolare. Futuro? Non voglio chiudere nessuna porta”

Il centrocampista spagnolo ha parlato ai microfoni di DAZN sul suo momento e quello della squadra

di Alexander Ginestous, @AGinestous

Finita la sosta nazionali, torna in campo la Serie A. L’Inter di Spalletti sarà di scena a San Siro contro il Frosinone, in un match molto importante dopo la batosta subita a Bergamo per mano dell’Atalanta. Uno dei giocatori rimasti a Milano a preparare la partita di sabato è il centrocampista Borja Valero, utilizzato quest’anno meno rispetto alla passata stagione ma che quando sceso in campo ha sempre risposto presente all’appello.

Proprio il giocatore spagnolo ha rilasciato un’intervista a DAZN, che sarà visibile da stasera sulla piattaforma, in cui ha parlato del momento della squadra e del suo personale.

Sullo spazio avuto finora“Il mio inizio di campionato è stato un percorso. Ho fatto pochi giorni di preparazione quest’estate, quindi è normale che all’inizio giocassi poco. Piano piano ho trovato più spazio e ora sto bene. Mi considero il dodicesimo titolare ma è una questione di squadra, non di titolari. Io aiuto come posso, è bello anche entrare ed essere incisivo dalla panchina”.

Sul suo ruolo“Mi piace di più giocare regista perché tocco di più la palla, però anche sulla trequarti mi trovo bene. I tifosi mi chiamano Sindaco. È una cosa che viene da Firenze. In spogliatoio sono semplicemente uno che dà qualche consiglio perché ho qualche anno in più”.

Sulla sua famiglia “Mia moglie corre più di me. Si allena molto di più. Le piace da morire la corsa e si sta allenando per fare maratone importanti e litighiamo sulla competizione.
L’ho conosciuta su MSN. quando avevo 18 anni e giocavo nel Real Madrid. Poi, la prima volta in vita mia che sono andato in discoteca, l’ho trovata lì. Lei mi ha mandato a quel paese. Anche lei tifa Madrid come me e mio figlio”.

Sul suo rapporto con la nazionale spagnola“Da un lato essere nato nel periodo di Xavi e Iniesta mi è stato sconveniente, perché ho giocato poco con la Spagna. Ma dall’altro, è stata una goduria giocare con loro ed essere tifoso di quella squadra lì”

Sul suo futuro – “Non so se chiuderò la carriera qui. Ma dopo farei volentieri il golfista più che l’allenatore, anche se non chiudo nessuna porta”.

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