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L’ex Inter Fassone: “Ripresa? Meglio ricominciare a settembre: ora non ci sono le condizioni”

L'ex dirigente dei nerazzurri analizza il suo punto di vista in merito al possibile ritorno in campo

Giuseppe Coppola

In una lunga intervista concessa a Tuttosport, l'ex dirigente dell'Inter Marco Fassone ha espresso il suo pensiero in merito alla possibile ripresa dei campionati analizzando, nel dettaglio, anche la situazione San Siro per le due squadre di Milano.

"RIPRESA - "Sarebbe importante ma, dal mio punto di vista, non ci sono le condizioni per cui questo possa succedere, almeno nel breve periodo. Stiamo parlando di un'azienda dal fatturato enorme e dall'indotto straordinario che però ha peculiarità specifiche, ovvero si basa su uno sport di contatto. Per avere un prodotto di qualità nel rispetto della salute ci vogliono tempi lunghi rispetto a quelli che occorrono alle aziende tradizionali. Penso che il calcio adesso debba fermarsi e riprendere ad agosto o settembre, quando auspicabilmente ci saranno le condizioni per giocare un calcio vero. Le squadre in estate non potrebbero operare per non falsare i valori e salvaguardare la regolarità del torneo"

"SAN SIRO - "Stadio di proprietà diviso per due? Nel periodo in cui sono stato amministratore delegato del Milan avevo portato avanti una strategia che era diversa perché in quel momento ritenevamo, in accordo con il Comune, che Milano fosse la prima città italiana pronta ad avere due stadi di grandi dimensioni con tutte una serie di benefici per la città e per entrambi i club. È evidente che scegliere di costruire uno stadio condiviso permette invece ai due club di spendere di meno e pure questo ha una sua logica".

"NUOVO STADIO - "Io invece ancora oggi penso che una società avrebbe dovuto rimanere a San Siro che, con pochi accorgimenti legati alla riduzione della capienza, potrebbe essere ancora perfettamente funzionale. Questo mentre l'altra avrebbe dovuto costruirsi uno stadio nuovo, e Milano ha tre o quattro aree che si prestano benissimo in tal senso. Io, da amministratore, preferirei avere un mio stadio di proprietà o in concessione, da non condividere però con nessuno".

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