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INTER NEWS

Lukaku, parole dolci per Conte: “Mi ha insegnato ad andare oltre i miei limiti”

Conte e Lukaku, Getty Images

Il belga è tornato a parlare di Inter

Pietro Magnani

Romelu Lukaku, nonostante il suo post di saluto per i tifosi nerazzurri non sia stato probabilmente accolto come sperava, continua a rimanere legato all'Inter e, soprattutto, al suo maestro, Antonio Conte. In una lunga intervista al "The Indipendent", il nuovo numero 9 del Chelsea ha spiegato, oltre alle motivazioni che lo hanno spinto a tornare a Londra, anche alcuni retroscena delle sue due stagioni a Milano.

Lukaku ha dichiarato: "Parte del piano che avevo in mente era quello di provare più campionati. Ho vissuto la Serie A, un campionato in cui ho sempre voluto giocare ad un certo punto della mia carriera. L'esperienza in Italia mi è servita per sapere cosa serve per vincere e le circostanze in cui è necessario farlo. Imparare a vincere è fondamentalmente, ti fa superare una specie di barriera. Penso fosse il momento giusto per andare via".

"In Italia il gioco è totalmente diverso rispetto all'Inghilterra. Qui è molto più basato sull'intensità, in Serie A invece è enormemente più tattico e complesso. Hai pochissimo spazio e in quasi tutte le partite hai solo una possibilità per liberarti e segnare. Se non sblocchi subito la partita diventa difficilissimo. In Italia ho imparato a giocare molto più spalle alla porta. Conte mi disse che se non avessi imparato come si deve non avrei più giocato. Una volta padroneggiato quell'aspetto, tutto è diventato molto più semplice. Il gioco rallentava a mio piacimento e potevo controllarlo, regalando molti più assist. Sapevo che andare lì sarebbe stato molto utile per il prosieguo della mia carriera".

 Lukaku e Conte, Getty Images

Lukaku ha poi proseguito: "La prima volta qui al Chelsea ero troppo giovane, non ero abbastanza maturo come calciatore. Ora lo sono. Vincere ti cambia e in Italia con l'Inter l'ho fatto. Cambia anche l'atteggiamento degli altri nei tuoi confronti quando inizi a vincere. Ho parlato con Didier Drogba, John Terry, Antonio Conte... il rispetto è diverso quando inizi a vincere. Era qualcosa che volevo davvero. Volevo tanto vincere. Sono andato all'Inter e poi l'abbiamo fatto. Questa è l'unica cosa che conta per me: vincere. Segnare gol è bellissimo, Ma vincere trofei, questo ti distingue".

"Avere come allenatore Antonio Conte mi ha aiutato moltissimo, mi ha mostrato cosa serve per avere successo. Ogni allenatore ha una maniera differente di allenare, ma con Conte abbiamo imparato ad andare oltre i nostri limiti. Nella seconda stagione siamo stati molto più costanti nel vincere grandi partite. Questo ha fatto la differenza contro grandi avversari: rompere la barriera, superare i limiti che pensavamo fossimo il nostro massimo sino a quel momento".