ESCLUSIVA PI – Petricca: “Suning non vende l’Inter ma cerca nuovi soci. Pellè e Eder vogliono l’Italia”

Ecco l’intervista esclusiva all’avvocato esperto di diritto dello sport

di Mario Falchi, @mariofalchi9

Oberto Petriccia è stato ospite speciale sui canali social di Passione Inter. Nell’intervista l’avvocato, specializzato in diritto dello sport e di calcio orientale, ha offerto le sue conoscenze sulle recenti questioni finanziarie legate alla Cina e sui possibili rientri in Italia di giocatori che militano nella Super League cinese come Eder, Pellè, in orbita Inter, ed El Sharaawy, legato alla Roma. Ecco le sue parole:

INVESTIMENTI DI SUNING – “I provvedimenti assunti dal Governo cinese sono generali e non certamente indirizzati a un discorso Suning. Da un punto di vista strategico non cambiano molto le mosse del club, bisognerà fare più attenzione possibile nel breve e nel lungo termine e si dovrà tenere d’occhio il discorso del bilancio. Non è un ragionamento che incide nell’immediato ma nel futuro. L’esigenza di autofinanziamento è un discorso di livello mondiale e in Cina in particolare c’è stata una riduzione dei costi anche all’interno del sistema calcistico cinese che ha causato l’abbassamento dei salari. Da un punto di vista economico c’è sempre un allineamento dei costi con i ricavi”.

SUNING NON VENDE – “In Cina si parla molto di Suning dopo che la squadra ha vinto il titolo in Cina e questo ha comportato anche una crescita dell’immagine. La famiglia Zhang sta cercando dei partner commerciali in questo periodo difficile per l’economia mondiale. La società non sta sicuramente pensando alla cessione ma alla ricerca di soci solvibili che possano allargare il mercato cinese verso località in cui il calcio non si è sviluppato molto“.

SALARY CAP – “Ci sarà una rivoluzione che comporterà un cambio di tutti i programmi di mercato. Prima si era adottato il tetto dei 3 milioni netti ed era una cifra abbastanza bassa rispetto agli anni precedenti e inoltre l’ammontare era molto appetibile per quanto riguarda l’acquisizione di giocatori. Ora con il tetto salariale di 1,7 milioni netti c’è un cambio molto notevole e bisogna mutare le strategie. Si devono cercare dei giocatori che non abbiano un grande nome e con ingaggi bassi, 500.000-600.000 euro, per poi arrivare a una cifra intorno al milione e mezzo. Penso che i club cinesi non siano pronti ad affrontare un discorso di scouting per andare a trovare nuovi giocatori conosciuti che abbiano delle doti particolari. C’è un momento di transizione“.

INTERESSE AL CALCIO IN CINA – “L’interesse mediatico è sempre stato molto alto ma con gli stadi chiusi è diventato un discorso ridotto. C’è stato il bisogno di abbassare le spese del calcio: questa emergenza Covid ha prodotto un cambio delle modalità non andando più allo stadio e guardando solo le partite in televisione. Da un punto di vista dell’apporto dei calciatori stranieri che sono stati pagati tanto non c’è stato una crescita, ossia che i calciatori cinesi non hanno accresciuto il loro bagaglio tecnico e si è rimasti a un livello molto basso da questo punto di vista“.

RIENTRO IN ITALIA – “Ci son diversi calciatori in scadenza di contratto che vogliono rientrare in Italia come Pellè e Eder. Per alcuni giocatori sarà facile rientrare mentre per altri bisogna aspettare perché hanno ancora dei contratti in essere, per esempio El Sharaawy, e i club non sono molto propensi a lasciarli andare. Con la politica di abbassamento dei salari magari ci sarà la possibilità di verificare tutto di nuovo. Pellè è il più vicino al rientro in Italia perché è libero di collocarsi nella squadra in cui vuole essendo svincolato“.

CONDIZIONE AL RIENTRO DALLA CINA – “Dipende molto da come i giocatori vivono l’esperienza in Cina. I club cinesi sono in grado di affrontare delle grandi preparazioni per i giocatori stranieri e quindi per i calciatori che rimangono sul pezzo e sono allenati penso che sia normale e facile tenere una buna condizione. Un esempio è Gervinho e altri giocatori che rientrando in Europa non hanno dimostrato difficoltà. Forse è più difficile in Arabia Saudita e Emirati Arabi dove il calcio è più blando. In Cina non esiste più questo problema”.

FLESSIONE DEI PREZZI DEI GIOCATORI – “C’è un periodo di transizione in cui ci sarà un abbassamento dei costi, sarà presente una limitazione negli scambi e verso la fine dell’emergenza i costi saliranno e tornerà tutto come prima. Quando si acquisirà l’abitudine ad abbassare costi e ingaggi sarà difficile tornare ad altissimi livelli. Per i giocatori top mondiali non ci sarà un abbassamento dei costi perché i club di appartenenza hanno sempre dei soldi da investire. Per le leghe minori ci sarà una tendenza ad abbassare i costi . Nel post pandemia una parte del settore calcistico non sarà più come prima“.

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