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Lautaro: “Sono stato vicino al Barcellona, ora rinnovo con l’Inter. Il feeling con Conte e Lukaku, lo scudetto…”

Lautaro Martinez, Getty Images

L'attaccante argentino ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport

Raffaele Caruso

"L'Inter, dopo 10 anni, guarda tutti dall'alto. La squadra nerazzurra, reduce dal derby vinto per 0-3 sul Milan, è per molti la grande favorita per lo scudetto. Merito soprattutto dei gol di Lukaku e di Lautaro Martinez. L'attaccante argentino si è concesso ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, alla vigilia della sfida di campionato contro il Genoa, tra passato presente e futuro.

SCUDETTO

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"La lotta scudetto: "Favoriti? Non è una parola che mi piace. Ma certo, questo primo posto regala sensazioni positive, mai mi era capitato con un distacco simile sulla seconda. Fa piacere, perché non è casuale ma il frutto di quanto facciamo con il nostro allenatore. Come dice lui: lavoriamo per portare e lasciare un giorno l’Inter nel posto più in alto possibile".

"Vittorie contro Juventus, Lazio e Milan:"Significa che siamo da due stagioni con Conte. E oggi siamo davvero un’altra squadra, più compatta, dove ognuno di noi lotta prima per il compagno vicino e poi per se stesso: buon segno".

L'avversario più tosto: "Penso all’Inter, non guardo altrove".

FUORI DALL'EUROPA

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"Cambio di marcia e il patto con Conte:"Cosa c'è di diverso dalla prima parte della stagione? Siamo stati eliminati dalla Champions, ecco cosa c’è di diverso. Si è parlato del patto che abbiamo fatto, noi e l’allenatore. Molto semplice: essere usciti dalla Champions ci ha fatto molto male. E allora ad Appiano ci siamo detti che da lì in avanti sarebbe rimasto un solo obiettivo, lo scudetto. A maggior ragione, poi, dopo aver perso pure la Coppa Italia".

"I consigli di Conte: "Ci ha detto di stare attenti a tutto, ai particolari. Intendeva dentro e fuori dal campo: è così che si vince. E questa frase ce la ripetiamo ogni giorno nello spogliatoio: è il nostro comandamento. Noi giochiamo per la vittoria, lavoriamo per questo, è il nostro traguardo. E sa qual è la nostra qualità? Saper cambiare, saper adattarsi. Giochiamo in un modo con la Juve, in un altro con la Lazio, in un altro ancora con Milan: proviamo a prenderci il nostro vantaggio contro qualsiasi squadra dopo averla studiata al video".

PAPA' LAUTARO

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"Sulla piccola Nina:"Sento addosso una responsabilità sconosciuta. Vorrei passare ogni istante con mia figlia, condividere ogni momento, non facendole mancare nulla. Lei crescerà in un ambiente diverso dal mio. Ma non appena capirà, le racconterò tutto di me. So da dove vengo, so quanto ho faticato per arrivare dove sono. E so dove voglio andare. Avrò tante cose da dire a mia figlia. Ma il primo consiglio, sarà quello di restare umile. Il nome? Lo ha scelto Agustina. L’accordo era che io avrei deciso quello per il maschio... Sarà per il prossimo".

"Un altro Lautaro: "Nina ha già capito che lavoro faccio. È incredibile: la sera prima delle partite, quando non abbiamo ritiro, lei dorme tutta la notte. Una magia. Pannolini? Sono bravissimo, ho studiato con i tutorial su YouTube".

IL BARCELLONA

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"Il retroscena: "È vero, si stava lavorando con il Barcellona, la strada era quella, poi non so dirti quanto sono arrivato vicino a quel club. Ma con Conte fui molto chiaro. Gli dissi: 'La mia testa è qui, è una promessa, non mi faccio condizionare'. Ma tanto ora è il passato, rinnovo con l’Inter. quando verrà ufficializzato? Non so, troveranno il momento per l’ufficialità, io intanto gioco. Ma il mio futuro è qui, mi vedo a Milano per lungo tempo, di questa città mi piace tutto: il cibo, il rapporto con i tifosi, la squadra, solo sensazioni positive".

Su Messi: "Per Messi è come per Diego: niente sarà uguale, dopo di lui. La sua 10? Magari. Ma devo lavorare tanto per riuscirci".

SUNING E GLI STIPENDI

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"Ecco le sue parole: "Non è stato semplice. Ma sappiamo che è una situazione che si risolverà, ci è stato spiegato questo. Il Covid, in fondo, ha cambiato il mondo, le difficoltà ci sono in ogni settore. Noi abbiamo la fortuna di poter pensare solo al campo".

CONTE

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"I miglioramenti: "Nella fase di non possesso palla, ho imparato a riconoscere le situazioni, a leggere bene e prima il gioco, mettendo attenzione anche quando il pallone ce l’hanno gli altri. Ma la cosa più importante è un’altra. Conte ha cambiato la mia testa. Un giorno mi ha chiuso nel suo ufficio e abbiamo parlato per un po’, di tutto. Da quel momento ho fatto uno step, la mia carriera è cambiata. Io voglio un giorno essere lassù, tra i top d’Europa. Dentro me stesso il pensiero è sempre stato quello di arrivare, di non restare fermo. Ma ho una sola via: lavorare, migliorare".

"Gol sbagliati: "Fino a qualche tempo fa mi disperavo, mi innervosivo, entravo in campo poco sereno. Ho imparato che così peggioravo solo le cose. La verità è che più lavori per i compagni, meno ci pensi e prima arriva la soddisfazione personale".

LULA

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"I segreti:"È in un’infanzia molto simile, difficile. Abbiamo sempre saputo che per arrivare avremmo dovuto fare più degli altri, meglio degli altri. E questa cosa ce la portiamo in campo. Videogame? Giochiamo a Pubg... Sono più forte io. Su iPad, niente Playstation: mai piaciuta, a casa c’era la fila per giocare, ma io lasciavo il posto ai fratelli".

"La lite con Ibra:"Ero in panchina quella sera, dunque lontano e non ho sentito. Di sicuro in campo tutti noi abbiamo pulsazioni a mille. Ma dico pure che quella situazione è stata una “mala” immagine".

"Il legame con Hakimi:"Partita Marocco-Argentina. Sento chiamarmi in spagnolo, mi giro, era lui, mai parlato prima. Mi dice che conosceva Borja Valero, che seguiva la nostra squadra. Poi ci siamo ritrovati in Borussia-Inter. Abbiamo cominciato a sentirci, mi chiedeva sempre dell’Inter... Mi diceva che avrebbe voluto giocare da noi. E infatti...".

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